![]() |
Ultimo aggiornamento: 14/11/2025
Codice habitat: F.151
Pendii in erosione accelerata con copertura vegetale rada o assente
Descrizione
Affioramenti di suoli nudi e/o di substrati a litologia tenera e/o friabile, facilmente erodibili, sviluppati su pendii e zone di versante ad acclività da media ad alta, che presentano una copertura vegetale assente o molto rada. Sono caratterizzati da significativi fenomeni erosivi dovuti principalmente a dilavamento ed erosione lineare, accompagnati o meno da movimenti franosi, che non permettono la stabilizzazione di una copertura vegetale continua.
Questo habitat è tipicamente costituto da fitti mosaici articolati in zone spoglie e zone con vegetazione sparsa, costituita da formazioni erbacee ed arbustive che colonizzano zone relativamente e momentaneamente più stabili, ma che potrebbero nuovamente essere denudate in concomitanza di nuovi eventi erosivi. La reciproca distribuzione di zone non vegetate e vegetate all’interno di questo ambiente è quindi caratterizzata da una costante variabilità nel tempo, per cui nel complesso l’habitat risulta soggetto ad una forte dinamica evolutiva. Inoltre la zona denudata può progressivamente ampliarsi verso monte a causa dell’erosione regressiva. Per questi motivi quanto riportato in carta rappresenta un’istantanea dell’ortofoto di riferimento.
Sono caratteristiche di questo habitat sia le tipiche erosioni di tipo calanchivo su argille e limi, nonché quelle che interessano litologie dolomitiche e diatomitiche, vulcaniti poco coerenti, gessi, arenarie poco cementate, cataclasiti.
Dal punto di vista fitosociologico e da quello floristico questo habitat, a livello nazionale ma anche locale, presenta una estrema variabilità dovuta ai diversi contesti bioclimatici ed ambientali in cui può trovarsi. Le specie più frequenti sono piante erbacee a ciclo breve, meglio adattate a colonizzare substrati instabili soggetti a periodiche erosioni di suolo. Possono essere presenti anche graminacee sparse e, in forma sporadica, anche arbusti e alberelli di specie pioniere.
Nei calanchi su argilla, molto caratteristici in alcuni ambienti collinari peninsulari soprattutto in pendii con esposizione meridionale, è ricorrente una significativa salinità dei suoli che favorisce la presenza di specie subalofile.
Zone in erosione accelerata in ambito costiero influenzate dall’azione del mare e dei venti salsi marini sono ascritte all’habitat Costa alta di rocce tenere (A.512).
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale/Mediterranea
Macrobioclima
Temperato/Mediterraneo
Piano altitudinale
Collinare/Montano/Subalpino/Alpino
Geoambienti
Versanti e pendii di rilievi costituiti da rocce a litologia tenera (argille, limi, dolomie, vulcaniti poco coerenti, gessi, diatomiti, arenarie poco cementate…) o estremamente fratturate (come le cataclasiti), e quindi facilmente erodibili. È presente una intensa attività erosiva, dovuta principalmente a dilavamento ed erosione lineare e favorita dalla elevata acclività dei versanti, accompagnata spesso da frane. L’ambiente è estremamente dinamico e di frequente è sottoposto ad erosione regressiva, che nel tempo produce un ampliamento della zona denudata.
Tipiche forme erosive di questo habitat sono i calanchi, ma sono comprese in questo ambiente anche formazioni geomorfologiche molto particolari, rare e localizzate come le piramidi di terra.
Riferimenti sintassonomici
Essendo un habitat determinato essenzialmente dall’assetto geomorfologico e litologico, le fitocenosi eventualmente presenti, oltre che rade, sono diverse a seconda del contesto biogeografico e bioclimatico dove si trova l’ecotopo. Inoltre è un ambiente contraddistinto da una costante dinamica evolutiva e che può presentare una mosaicatura complessa. Non possono essere evidenziate pertanto fitocenosi tipiche dell’habitat nel suo complesso, che quindi vanno identificate localmente.
Specie guida
Essendo un habitat determinato essenzialmente dall’assetto geomorfologico e litologico, le specie vegetali eventualmente presenti sono diverse a seconda del contesto biogeografico e bioclimatico dove si trova l’ecotopo. Non possono essere evidenziate pertanto specie tipiche dell’habitat nel suo complesso, che quindi vanno identificate caso per caso.Interesse conservazionistico nazionale
Habitat estremamente caratteristico, soprattutto dal punto di vista geomorfologico e paesaggistico, e condizionato da un forte dinamismo evolutivo. In questo habitat ricadono anche formazioni geomorfologiche molto caratteristiche considerati geotopi come le rare piramidi di terra, dette anche camini delle fate, oltre alle più diffuse ed estese aree calanchive, che costituiscono veri e propri paesaggi geologici. Inoltre localmente sono presenti specie pioniere minacciate e di elevato valore conservazionistico legate a substrati sciolti (ad es. Ophrys spp., Santolina spp., Genista spp., Artemisia caerulescens subsp. cretacea).
La sua origine può essere naturale, ma anche determinata dall’azione umana attraverso tagli stradali, scavi, edificazioni, disboscamento, pascolo, incendio. In queste situazioni l’habitat si configura come degradazione dell’ambiente naturale. Inoltre, almeno quando si trova in zone contigue a costruzioni o con infrastrutture antropiche o di interesse agrario, questo habitat può essere sottoposto ad interventi di stabilizzazione, che alterano il funzionamento, la composizione e la struttura dei sistemi naturali.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
EUNIS 2012
| <> | H5.31-Clay and silt with very sparse or no vegetation |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
Habitat non presente nell’All. I della Direttiva. Tuttavia può includere frammenti di habitat di interesse comunitario, la cui eventuale presenza va verificata caso per caso.Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
Habitat non presente nell’All. I della Direttiva. Tuttavia può includere frammenti di habitat di interesse comunitario, la cui eventuale presenza va verificata caso per caso.European Red List of Habitats 2022
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
|
|
|
| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco