Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 12/11/2025

Codice habitat: F.138
Ghiaioni ultrabasici microtermi alpini

Descrizione

Ghiaioni detritici derivati dal disfacimento di rocce ultrabasiche localizzati su versanti montani freddi, di alta quota e/o a esposizione settentrionale o ombreggiati, lungamente innevati e generalmente ad elevata acclività. Formano falde e conoidi detritiche distribuite lungo l’arco alpino occidentale e centrale, tipicamente nei piani nivale, alpino e subalpino, con estensioni locali anche nei versanti più freddi e ombrosi del piano altimontano, e sono strettamente associati ed in contiguità con l’habitat delle Rupi ultrabasiche microterme alpine (F.11C), sviluppati alla base della parete rocciosa, oppure si tratta di accumuli morenici ormai inattivi ma non consolidati o porzioni di versante soggette a sgretolamento del substrato roccioso.
Questi corpi detritici sono composti da clasti sciolti di litologia a prevalente carattere ultrabasico, in massima parte serpentinitici e peridotitici, con granulometria e forma variabili e soggetti a rotolamento e scorrimento principalmente per gravità, che determina nel complesso un substrato più o meno mobile.
La vegetazione vascolare è assente o rada, sporadica e sparsa, costituita da glareofite di tipo artico alpino o comunque francamente alpino, in gran parte perenni, molto specializzate per via dello stato fisico e chimico dell’ambiente, che presenta molti fattori limitanti. Sono infatti adattate al substrato detritico mobile, alla scarsità e frammentarietà del suolo che si forma tra i clasti della coltre detritica, alla limitata disponibilità di acqua in superficie, dal momento che gli apporti meteorici e di ruscellamento si infiltrano a causa della permeabilità del ghiaione, alle basse temperature invernali, con lunghi periodi di gelo, ed infine alla particolare litologia ultrabasica del substrato, estremamente selettiva per la vegetazione. La composizione chimica di queste rocce, con alti contenuti di magnesio e di metalli pesanti e bassi contenuti di macronutrienti (N, P, K) è infatti tossica ed inospitale per la maggior parte delle piante. I clasti inoltre possono essere colonizzati da muschi e licheni, ma solo nei casi in cui la loro mobilità è ridotta.
L’eventuale colonizzazione della vegetazione contrasta la mobilità dei clasti e tende a consolidare il substrato detritico e farlo evolvere verso habitat prativi o basso arbustivi; di conseguenza l’habitat si mantiene nel tempo se l’apporto di materiale clastico dagli ambienti rocciosi soprastanti è attivo oppure laddove è soggetto a periodici dilavamenti.


Regione Biogeografica

Alpina


Macrobioclima

Temperato


Piano altitudinale

Subalpino/Alpino/Nivale


Geoambienti

Falde detritiche e coni di detrito attivi, spesso coalescenti, o cordoni morenici inattivi non consolidati, costituiti da clasti a litologia ultrabasica di granulometria e forma varia localizzati su versanti freddi ed acclivi, prevalentemente ad esposizione settentrionale, ed alla base di pareti rocciose, con massimo accumulo nella loro porzione inferiore, al piede del pendio o della rupe. Sono derivati dal disfacimento di rocce ultrabasiche, principalmente serpentiniti e peridotiti, spesso associate in complessi ofiolitici, sui rilievi delle Alpi occidentali e centrali e costituiscono un substrato instabile, soggetto a movimenti sotto l’azione principale della gravità, ma anche di altri processi come i soliflussi.
Il deposito ha una acclività (angolo di riposo) che varia a seconda delle dimensioni e della forma dei clasti, e di norma si assesta tra 25° e 40°, ma localmente può essere anche maggiore o minore.
Il suolo è assente o limitato a piccole frazioni tra i clasti.
L’acqua di apporto meteorico e quella di ruscellamento, dovuta principalmente alla fusione della neve e del ghiaccio, si infiltra nella copertura detritica permeabile. L’acqua di infiltrazione, se l’assetto geologico-stratigrafico locale lo permette, può emergere alla base e ai bordi del ghiaione conferendo a queste zone una maggiore umidità, in particolare nel periodo di fusione del manto nevoso e glaciale. Inoltre anche all’interno corpo detritico può essere presente una certa umidità, dovuta alle discrete proprietà di ritenzione idrica delle rocce ultrabasiche, significativamente maggiori di quelle carbonatiche.


Riferimenti sintassonomici

Asplenion serpentini BR.-BL. & Tüxen ex Eggler 1955.


Specie guida

Asplenium adulterinum Milde s.l.; Asplenium cuneifolium Viv. subsp. cuneifolium; Barbilophozia barbata (Schmidel Ex Schreb.) Loeske; Cetraria ericetorum Opiz; Cladonia arbuscula (Wallr.) Flot.; Daphne cneorum L.; Lophocolea heterophylla (Schrad.) Dumort.; Metzgeria conjugata Lindb.; Odontarrhena argentea (All.) Ledeb.; Tetramelas thiopolizus (Nyl.) Giralt & P. Clerc; Thalloidima rosulatum Anzi; Weissia controversa Hedw.


Interesse conservazionistico nazionale

Habitat primario a massima naturalità e specificità, poco diffuso e con distribuzione discontinua, localizzato in contesti ambientali caratteristici, con proprie peculiarità geomorfologiche, litologiche e paesaggistiche. Le specie vegetali sono estremamente specializzate, anche per via del particolare chimismo del substrato, con presenza di entità rare. Infine i ghiaioni sono importanti anche per la fauna selvatica, in particolare per invertebrati e rettili.
Per quanto poco soggetto a disturbo antropico per via della difficile accessibilità e per la sua collocazione in contesti di alta quota a scarsa frequentazione umana, l’ambiente dei Ghiaioni ultrabasici microtermi alpini è localmente minacciato dalla fruizione turistica della montagna, con la realizzazione e l’utilizzo di piste da sci, impianti di risalita e le relative infrastrutture viarie di servizio. Inoltre la flora tipica di questo habitat è in sofferenza a causa del riscaldamento climatico globale.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

< 61-Screes, gravel and boulder fields
Palaearctic non prevede habitat specifici per i ghiaioni ultrabasici presenti in Italia. La sola relazione possibile è pertanto l’inclusione nella macrocategoria Palaearctic 61, nella quale ricade l’habitat F.138 di Carta della Natura.

EUNIS 2012

< H2.4-Temperate-montane calcareous and ultra-basic screes
EUNIS nella denominazione dell’habitat di ghiaione H2.4 cita, insieme alle litologie calcaree, anche quelle ultrabasiche, sebbene poi non le specifichi nella descrizione e non le articoli come categoria di rango inferiore.

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

< 8120-Ghiaioni calcarei e scisto-calcarei montani e alpini (Thlaspietea rotundifolii)
Differentemente dal Manuale Europeo, il Manuale Italiano include nell’habitat 8120 anche i ghiaioni costituiti da rocce ultrabasiche del piano alpino e subalpino, assimilabili all’habitat F.138 di Carta della Natura.


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco