Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 12/11/2025

Codice habitat: F.137
Ghiaioni silicatici dell'Italia centrale e meridionale

Descrizione

Ghiaioni detritici derivati dal disfacimento di rocce silicatiche localizzati su versanti con significativa acclività dei rilievi dell’Italia centrale e meridionale e delle grandi isole tirreniche. Formano falde e conoidi detritiche distribuite di norma nel piano montano e, molto meno diffusamente, nel piano collinare; in situazioni di esposizione favorevole, meridionale e soleggiata, dove la coltre nevosa stagionale è meno persistente, possono trovarsi fino al piano subalpino.
Questi accumuli detritici sono composti da clasti sciolti provenienti da rocce di varia origine (vulcanica, intrusiva, metamorfica e sedimentaria). I clasti hanno granulometria e forma variabili, anche molto grossolani, e sono soggetti a rotolamento e scorrimento principalmente per gravità, che determina nel complesso un substrato più o meno mobile.
La vegetazione vascolare, se presente, è tipicamente rada e costituita da glareofite mediterraneo-montane. Si tratta di piante molto specializzate, in gran parte piante perenni, che sfruttano il poco suolo e l’umidità interna al corpo deposizionale. Sono adattate al substrato detritico mobile, alla scarsità e frammentarietà del suolo che si forma tra i clasti della coltre detritica ed alla ridotta disponibilità di acqua in superficie, dal momento che gli apporti meteorici e di ruscellamento si infiltrano a causa della permeabilità del ghiaione. I clasti inoltre possono essere colonizzati da muschi e licheni, ma solo nei casi in cui la loro mobilità è ridotta.
La variabilità floristica è significativa a causa della notevole estensione geografica e altimetrica dell’habitat e, poiché la composizione è molto legata all’ubicazione geografica del ghiaione, tra le specie sono generalmente presenti entità endemiche locali.
L’eventuale colonizzazione della vegetazione contrasta la mobilità dei clasti e tende a consolidare il substrato detritico e farlo evolvere verso habitat prativi o arbustivi; di conseguenza l’habitat si mantiene nel tempo se l’apporto di materiale clastico dagli ambienti rocciosi soprastanti è attivo oppure laddove è soggetto a periodici dilavamenti.
Questi ghiaioni si rinvengono di norma strettamente associati ed in contiguità con diversi tipi di rupi silicatiche (F.119; F.11B; F.11A), sviluppati alla base delle pareti rocciose, oppure sono porzioni di versante soggette a sgretolamento del substrato roccioso.


Regione Biogeografica

Alpina/Continentale/Mediterranea


Macrobioclima

Temperato/Mediterraneo


Piano altitudinale

Collinare/Montano/Subalpino


Geoambienti

Falde detritiche e coni di detrito attivi, spesso coalescenti, costituiti da clasti a litologia silicatica e con varie granulometrie e forme, anche molto grossolani, localizzati su versanti generalmente ad elevata acclività alla base di pareti rocciose, con massimo accumulo nella loro porzione inferiore, al piede del pendio o della rupe. Sono derivati dal disfacimento di rocce silicatiche di varia origine (vulcanica, intrusiva, metamorfica e sedimentaria) dei rilievi dell’Italia centrale, meridionale e delle isole tirreniche. Costituiscono un substrato instabile, soggetto a movimenti sotto l’azione principale della gravità, ma anche di altri processi come i soliflussi.
Il deposito ha una acclività (angolo di riposo) che varia a seconda delle dimensioni e della forma dei clasti, e di norma si assesta tra 25° e 40°, ma localmente può essere anche maggiore o minore.
Il suolo è assente o limitato a piccole frazioni tra i clasti.
L’acqua di apporto meteorico e quella di ruscellamento, dovuta anche alla fusione della neve, si infiltra nella copertura detritica permeabile. L’acqua di infiltrazione, se l’assetto geologico-stratigrafico locale lo permette, può emergere alla base e ai bordi del ghiaione conferendo a queste zone una maggiore umidità, in particolare nei periodi di fusione manto nevoso o maggiormente piovosi. Inoltre anche all’interno corpo detritico può essere presente una certa umidità, dovuta alle discrete proprietà di ritenzione idrica delle rocce silicatiche, significativamente maggiori di quelle carbonatiche.


Riferimenti sintassonomici

Linarion purpureae S. Brullo 1984;
Dryopteridion oreadis Rivas-Mart. 1977 corr. Rivas-Mart. et al. 1984.


Specie guida

Centaurea aetaliae (Sommier) Bég.; Dryopteris expansa (C.Presl) Fraser-Jenk. & Jermy; Dryopteris oreades Fomin; Dryopteris tyrrhena Fraser-Jenk. & Reichst.; Euphorbia rigida M.Bieb.; Linaria capraria Moris & De Not.; Linaria simplex (Willd.) Desf.; Sagina pilifera (DC.) Fenzl; Secale strictum (C.Presl) C.Presl subsp. strictum


Interesse conservazionistico nazionale

Habitat primario a massima naturalità e specificità, localizzato in contesti ambientali caratteristici, con proprie peculiarità geomorfologiche litologiche e, quando è particolarmente esteso, paesaggistiche. Le specie vegetali sono estremamente specializzate, con presenza di entità rare. Inoltre questi ghiaioni, diffusi in un ampio areale con distribuzione discontinua, presentano specie endemiche e relitte, con una composizione floristica legata anche alla ubicazione geografica dell’ecotopo. Infine i ghiaioni sono importanti anche per la fauna selvatica, in particolare per invertebrati e rettili.
Per quanto poco soggetto a disturbo antropico per via della difficile accessibilità, l’ambiente dei Ghiaioni silicatici dell’Italia centrale e meridionale è localmente minacciato sia a causa dell’attività estrattiva che in conseguenza della fruizione turistica della collina e soprattutto della montagna. Nelle zone più basse in quota e più prossime ai territori antropizzati l’habitat è meno integro, soprattutto dal punto di vista composizionale.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat 8130.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

= 61.3B2-Central Mediterranean siliceous screes

EUNIS 2012

= H2.56-Central Mediterranean siliceous screes

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

< 8130-Western Mediterranean and thermophilous scree

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

< 8130-Ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco