Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 12/11/2025

Codice habitat: F.135
Ghiaioni silicatici microtermi alpini

Descrizione

Ghiaioni detritici derivati dal disfacimento di rocce silicatiche localizzati su versanti montani freddi, di alta quota e/o a esposizione settentrionale o ombreggiati, lungamente innevati e generalmente ad elevata acclività. Sono distribuiti in massima parte lungo l’arco alpino e, in modo notevolmente più circoscritto e limitato, nell’Appennino settentrionale. Formano falde e conoidi detritiche, e sono strettamente associati ed in contiguità con gli habitat delle rupi silicatiche microterme (F.116; F.117), sviluppati alla base della parete rocciosa, oppure si tratta di accumuli morenici ormai inattivi ma non consolidati o porzioni di versante soggette a sgretolamento del substrato roccioso.
Questi corpi detritici sono composti da clasti sciolti provenienti da rocce di varia origine (vulcanica, intrusiva, metamorfica e sedimentaria). I clasti hanno granulometria e forma variabili, anche molto grossolani, e sono soggetti a rotolamento e scorrimento principalmente per gravità, che determina nel complesso un substrato più o meno mobile.
La vegetazione vascolare è assente o rada, sporadica e sparsa, costituita da glareofite di tipo artico-alpino o comunque francamente alpino. Si tratta di piante molto specializzate, in gran parte piante perenni, che sfruttano il poco suolo e l’umidità interna al corpo deposizionale. Sono adattate al substrato detritico mobile, alle basse temperature invernali, con lunghi periodi di gelo, alla scarsità e frammentarietà del suolo che si forma tra i clasti della coltre detritica ed alla ridotta disponibilità di acqua in superficie, dal momento che gli apporti meteorici e di ruscellamento si infiltrano a causa della permeabilità del ghiaione. I clasti inoltre possono essere colonizzati da muschi e licheni, ma solo nei casi in cui la loro mobilità è ridotta.
La composizione floristica varia con l’ubicazione geografica, e tra le specie si possono rinvenire entità endemiche locali. Sulle Alpi e sugli Appennini si trovano sia specie comuni che differenziali. Le differenze composizionali dipendono anche dalla granulometria dei detriti e dalle condizioni microclimatiche, che possono variare anche all’interno di uno stesso ghiaione.
Lungo la catena alpina i Ghiaioni silicatici microtermi alpini si rinvengono nei piani nivale, alpino e subalpino, con estensioni locali anche nei versanti più freddi e ombrosi del piano altimontano, dove maggiore è il periodo di permanenza della coltre nevosa. In Appennino la loro presenza è limitata al piano alpino, alle quote più elevate e nei versanti ad esposizione nord dell’Appennino settentrionale, con penetrazioni nei versanti più freddi e ombrosi del piano subalpino.
L’eventuale colonizzazione della vegetazione contrasta la mobilità dei clasti e tende a consolidare il substrato detritico e farlo evolvere verso habitat prativi o basso arbustivi; di conseguenza l’habitat si mantiene nel tempo se l’apporto di materiale clastico dagli ambienti rocciosi soprastanti è attivo oppure laddove è soggetto a periodici dilavamenti.


Regione Biogeografica

Alpina/Continentale


Macrobioclima

Temperato


Piano altitudinale

Subalpino/Alpino/Nivale


Geoambienti

Falde detritiche e coni di detrito attivi, spesso coalescenti, o cordoni morenici inattivi non consolidati, costituiti da clasti a litologia silicatica e con varie granulometrie e forme, spesso molto grossolani, localizzati su versanti freddi ed acclivi, prevalentemente ad esposizione settentrionale, ed alla base di pareti rocciose, con massimo accumulo nella loro porzione inferiore, al piede del pendio o della rupe. Sono derivati dal disfacimento di rocce silicatiche di varia origine (vulcanica, intrusiva, metamorfica e sedimentaria) in ambienti montuosi delle Alpi e dell’Appennino settentrionale. Costituiscono un substrato instabile, soggetto a movimenti sotto l’azione principale della gravità, ma anche di altri processi come i soliflussi.
Il deposito ha una acclività (angolo di riposo) che varia a seconda delle dimensioni e della forma dei clasti, e di norma si assesta tra 25° e 40°, ma localmente può essere anche maggiore o minore.
Il suolo è assente o limitato a piccole frazioni tra i clasti.
L’acqua di apporto meteorico e quella di ruscellamento, dovuta principalmente dalla fusione della neve e del ghiaccio, si infiltra nella copertura detritica permeabile. L’acqua di infiltrazione, se l’assetto geologico-stratigrafico locale lo permette, può emergere alla base e ai bordi del ghiaione conferendo a queste zone una maggiore umidità, in particolare nel periodo di fusione del manto nevoso e glaciale. Inoltre anche all’interno corpo detritico può essere presente una certa umidità, dovuta alle discrete proprietà di ritenzione idrica delle rocce silicatiche, significativamente maggiori di quelle carbonatiche.


Riferimenti sintassonomici

Androsacetalia alpinae Br.-Bl. in Br.-Bl. et Jenny 1926.


Specie guida

Achillea barrelieri (Ten.) Sch.Bip. subsp. mucronulata (Bertol.) Heimerl; Achillea nana L.; Androsace alpina (L.) Lam.; Androsace wulfeniana Sieber ex W.D.J.Koch; Cardamine resedifolia L.; Cerastium pedunculatum Gaudin; Cryptogramma crispa (L.) R.Br. ex Hook.; Geum reptans L.; Leucopoa laxa (Host) H.Scholz & Foggi; Luzula alpinopilosa (Chaix) Breistr. subsp. alpinopilosa; Poa cenisia All.; Poa laxa Haenke subsp. laxa; Pseudathyrium alpestre (Hoppe) Newman; Ranunculus glacialis L.; Saxifraga bryoides L.; Saxifraga cernua L.; Saxifraga depressa Sternb.; Saxifraga exarata Vill. subsp. exarata; Saxifraga oppositifolia L. subsp. oppositifolia; Saxifraga oppositifolia L. subsp. speciosa (Dörfl. & Hayek) Engl. & Irmsch.; Schlagintweitia intybacea (All.) Griseb.; Viola valderia All.


Interesse conservazionistico nazionale

Habitat primario a massima naturalità e specificità, localizzato in contesti ambientali caratteristici, con proprie peculiarità geomorfologiche, litologiche e paesaggistiche. Le specie vegetali sono estremamente specializzate, con presenza di entità rare. Inoltre questi ghiaioni, diffusi in un ampio areale con distribuzione discontinua, presentano specie endemiche e relitte, con una composizione floristica legata anche alla ubicazione geografica dell’ecotopo. Infine i ghiaioni sono importanti anche per la fauna selvatica, in particolare per invertebrati e rettili.
Per quanto poco soggetto a disturbo antropico per via della difficile accessibilità e per la sua collocazione in contesti di alta quota a scarsa frequentazione umana, l’ambiente dei Ghiaioni silicatici microtermi alpini è localmente minacciato dalla fruizione turistica della montagna, con la realizzazione e l’utilizzo di piste da sci, impianti di risalita e le relative infrastrutture viarie di servizio. Inoltre la flora tipica di questo habitat è in sofferenza a causa del riscaldamento climatico globale.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat 8110.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

~ 61.11-Alpine siliceous screes

EUNIS 2012

~ H2.31-Alpine siliceous screes

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

< 8110-Siliceous screes of the montane to snow levels (Androsacetalia alpinae and Galeopsetalia ladani)
L’habitat F.135 di Carta della Natura esclude gli aspetti più termofili dell’Alleanza Galeopsion segetum, che sono da attribuire all’habitat F.136 (Ghiaioni silicatici dell’Italia settentrionale).

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

< 8110-Ghiaioni silicei dei piani montano fino a nivale (Androsacetalia alpinae e Galeopsietalia ladani)
L’habitat F.135 di Carta della Natura esclude gli aspetti più termofili dell’Alleanza Galeopsion segetum, che sono da attribuire all’habitat F.136 (Ghiaioni silicatici dell’Italia settentrionale).

European Red List of Habitats 2022

< H2.3-Temperate high-mountain siliceous scree Categoria EU28: Least Concern


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco