Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 11/11/2025

Codice habitat: F.122
Crinali sassosi e rocciosi silicatici alpini con vegetazione pioniera

Descrizione

Ambienti sommitali di alta quota dei rilievi silicatici delle Alpi e di quelli più elevati dell’Appennino, caratterizzati da coperture detritiche superficiali, talora miste ad affioramenti del substrato roccioso, e da morfologie a deboli pendenze o sub-pianeggianti, come quelle dei crinali, delle cime arrotondate, dei dossi e pianori sommitali. Sono tipici dei piani alpino e nivale, ma possono estendersi anche al subalpino, e presentano una rada o sporadica vegetazione pioniera. La litologia del substrato, caratterizzato da evidenti segni di degradazione meteorica, è di tipo acido o neutro, costituito da rocce silicatiche che possono avere varia origine (vulcanica, intrusiva, metamorfica e sedimentaria).
Si differenziano dai ghiaioni (gruppo F.13) per la scarsa pendenza e per il fatto che i clasti che compongono il detrito non derivano dal disgregamento di rocce soprastanti ma da degradazione in posto, ed il substrato in condizioni ordinarie è quindi stabile; mentre si distinguono dalle rupi (gruppo F.11) per l’assenza di elevate pendenze ed il caratteristico stato di degradazione dell’affioramento e infine dagli Affioramenti rocciosi silicatici in lastre e cupoliformi (F.125), per la morfologia e lo stato del substrato, che non si presenta in forma tabulare con ben definite lastre e superfici rocciose.
Questi ambienti culminali occupano aree in cui la copertura nevosa è scarsa anche in inverno a causa dell’esposizione al vento che spazza via la neve, e nelle quali le escursioni termiche sono notevoli ed il microclima aspro; l’ambiente fisico è sottoposto in modo intenso a termoclastismo, crioclastismo, deflazione, dilavamento e crioturbazione, che possono dare origine a “suoli strutturati”. Il suolo può essere sottoposto alle influenze del gelo anche durante la stagione estiva. Il terreno in superficie è pressoché assente a causa soprattutto della deflazione, ma anche del dilavamento, che ostacolano ininterrottamente la pedogenesi, mentre un suolo primitivo è riscontrabile sotto la copertura detritica e negli interstizi delle rocce.
La vegetazione prevalente è costituita da licheni e briofite, ma sono presenti, rade o sporadiche, piante vascolari pioniere altamente specializzate di piccola taglia che colonizzano i suoli primitivi, principalmente crassulacee succulente ed in subordine erbacee (graminacee). Le poche piante, di tipo artico-alpino o comunque francamente alpino, sono adattate alla scarsità di suolo e di risorse idriche, ai venti violenti, alle basse temperature invernali, con lunghi periodi di gelo, ed alle forti escursioni termiche, condizioni che sono anche esasperate dalla scarsa permanenza della coltre nevosa protettiva. Il corteggio floristico varia in relazione alla ubicazione geografica del gruppo montuoso, presentando associazioni vegetali diverse a seconda del contesto biogeografico, bioclimatico ed altimetrico dove si trova, ed è spesso caratterizzato da un micro-mosaico di comunità vegetali.
Questo habitat è contiguo e spesso a mosaico, anche complesso e articolato, con gli habitat delle praterie alpine e subalpine, delle rupi e dei ghiaioni silicatici e con gli ambienti glaciali.


Regione Biogeografica

Alpina/Continentale


Macrobioclima

Temperato


Piano altitudinale

Subalpino/Alpino/Nivale


Geoambienti

Aree cacuminali detritiche e rocciose di alta quota a bassa pendenza o subpianeggianti (crinali, cime arrotondate, dossi e pianori sommitali) dei rilievi silicatici delle Alpi e dell’Appennino, nei piani alpino e nivale, con estensioni nel subalpino. La litologia del substrato è costituita da rocce silicatiche di varia origine (vulcanica, intrusiva, metamorfica e sedimentaria); la maggior parte sono di tipo acido o neutro, ma sono qui inclusi anche substrati costituiti da rocce silicatiche basiche, tra cui i più diffusi sono basalti e gabbri, mentre le rupi silicatiche ultrabasiche hanno il loro habitat specifico.
Queste aree culminali sono caratterizzate da degradazione in posto del substrato roccioso dovuta principalmente a crioclastismo e termoclastismo, che determina la formazione di una coltre detritica molto superficiale, sotto la quale si possono formare solo suoli primitivi, poveri e discontinui. Questo perché la pedogenesi è ininterrottamente ostacolata dalla deflazione e, in minor misura, dal dilavamento. Localmente possono riscontrarsi anche caratteristici suoli strutturati (a strisce, a gradini, “a ghirlanda”), generati da fenomeni di crioturbazione.


Riferimenti sintassonomici

Sedo-Scleranthetalia Br.-Bl. 1955.


Specie guida

Atocion rupestre (L.) Oxelman; Cerastium arvense L. subsp. strictum Gaudin; Jovibarba arenaria (W.D.J.Koch) Opiz; Saxifraga aspera L.; Scorzoneroides montana (Lam.) Holub subsp. breviscapa (DC.) Greuter; Sedum annuum L.; Sedum sexangulare L.; Sempervivum arachnoideum L.; Sempervivum grandiflorum Haw.; Sempervivum montanum L. subsp. burnatii Wettst. ex Hayek; Sempervivum montanum L. subsp. montanum; Sempervivum wulfenii Hoppe ex Mert. & W.D.J.Koch subsp. wulfenii; Silene acaulis (L.) Jacq. subsp. bryoides (Jord.) Nyman; Thymus praecox Opiz subsp. polytrichus (A.Kern ex Borbás) Jalas; Veronica fruticans Jacq.

Essendo un habitat determinato da caratteristiche geomorfologiche e litologiche, presenta specie vegetali diverse a seconda del contesto biogeografico, bioclimatico ed altimetrico dove si trova; inoltre spesso si tratta di specie tipiche di altri habitat.

Interesse conservazionistico nazionale

Habitat primario di alta quota a massima naturalità e specificità, localizzato in contesti ambientali caratteristici, con proprie peculiarità geomorfologiche, litologiche e paesaggistiche, generalmente poco estese ed a limitata diffusione. È colonizzato da poche specie vegetali caratteristiche ed estremamente specializzate, tra cui entità endemiche, relitte e rare.
Per quanto poco soggetto a disturbo antropico per via della sua collocazione in contesti di alta quota a scarsa frequentazione umana, l’habitat è in via generale minacciato dal riscaldamento climatico globale e, localmente, da attività legate alla fruizione turistica e sportiva della montagna (escursionismo, alpinismo).


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

< 36.2-Alpine weathered rock and outcrop communities

EUNIS 2012

< H3.6-Weathered rock and outcrop habitats
<> H5.36-Shallow rocky soils with very sparse or no vegetation

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

Nell’habitat F.122 di Carta della Natura possono ricadere, anche se in maniera occasionale e non caratteristica, aspetti di habitat rocciosi o erbacei discontinui alpini inclusi nell’All.1 della Direttiva, la cui eventuale presenza va verificata caso per caso.

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

Il Manuale Italiano include nell’habitat di Direttiva 8230 anche il codice EUNIS H3.6 (Weathered rock and outcrop habitats), che è parzialmente incluso in quello di Carta della Natura F.122. Inoltre nell’habitat F.122 di Carta della Natura possono ricadere, anche se in maniera occasionale e non caratteristica, aspetti di habitat rocciosi o erbacei discontinui alpini inclusi nell’All.1 della Direttiva, la cui eventuale presenza va verificata caso per caso.

European Red List of Habitats 2022

Habitat non presente nell’All. A della European Red List. Tuttavia può comprendere, anche se in maniera occasionale e non caratteristica, aspetti di habitat rocciosi o erbacei discontinui alpini inclusi nella lista rossa, la cui eventuale presenza va verificata caso per caso.


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco