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Ultimo aggiornamento: 11/11/2025
Codice habitat: F.121
Crinali sassosi e rocciosi carbonatici alpini con vegetazione pioniera
Descrizione
Ambienti sommitali di alta quota dei rilievi carbonatici delle Alpi e di quelli più elevati dell’Appennino centrale, caratterizzati da coperture detritiche superficiali, talora miste ad affioramenti del substrato roccioso, e da morfologie a deboli pendenze o sub-pianeggianti, come quelle dei crinali, delle cime arrotondate, dei dossi e pianori sommitali. Sono tipici dei piani alpino e nivale, ma possono estendersi anche al subalpino, e presentano una rada o sporadica vegetazione pioniera. La litologia del substrato, caratterizzato da evidenti segni di degradazione meteorica, è di tipo basico, ed in massima parte è costituita da calcari, dolomie, marmi, calcescisti, calcari marnosi.
Si differenziano dai ghiaioni (gruppo F.13) per la scarsa pendenza e per il fatto che i clasti che compongono il detrito non derivano dal disgregamento di rocce soprastanti ma da degradazione in posto, ed il substrato in condizioni ordinarie è quindi stabile; mentre si distinguono dalle rupi (gruppo F.11) per l’assenza di elevate pendenze ed il caratteristico stato di degradazione dell’affioramento e infine dagli Affioramenti rocciosi carbonatici in lastre e cupoliformi (F.124) per la morfologia e lo stato del substrato, che non si presenta in forma tabulare con ben definite lastre e superfici rocciose.
Questi ambienti culminali occupano aree in cui la copertura nevosa è scarsa anche in inverno a causa dell’esposizione al vento che spazza via la neve, e nelle quali le escursioni termiche sono notevoli ed il microclima aspro; l’ambiente fisico è sottoposto in modo intenso a termoclastismo, crioclastismo, deflazione, dilavamento e crioturbazione, che possono dare origine a “suoli strutturati”. Il suolo può essere sottoposto alle influenze del gelo anche durante la stagione estiva. Il terreno in superficie è pressoché assente a causa soprattutto della deflazione, ma anche del dilavamento, che ostacolano ininterrottamente la pedogenesi, mentre un suolo primitivo è riscontrabile sotto la copertura detritica e negli interstizi delle rocce.
La vegetazione prevalente è costituita da licheni e briofite, ma sono presenti, rade o sporadiche, piante vascolari pioniere altamente specializzate di piccola taglia che colonizzano i suoli primitivi, principalmente crassulacee succulente ed in subordine erbacee (graminacee). Le poche piante, di tipo artico-alpino o comunque francamente alpino, sono principalmente calcifile ed adattate alla scarsità di suolo e di risorse idriche, ai venti violenti, alle basse temperature invernali, con lunghi periodi di gelo, ed alle forti escursioni termiche, condizioni che sono anche esasperate dalla scarsa permanenza della coltre nevosa protettiva. Il corteggio floristico varia in relazione alla ubicazione geografica del gruppo montuoso, presentando associazioni vegetali diverse a seconda del contesto biogeografico, bioclimatico ed altimetrico dove si trova, ed è spesso caratterizzato da un micro-mosaico di comunità vegetali.
Questo habitat è contiguo e spesso a mosaico, anche complesso e articolato, con gli habitat delle praterie alpine e subalpine calcifile, delle rupi e dei ghiaioni carbonatici e con gli ambienti glaciali.
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale
Macrobioclima
Temperato
Piano altitudinale
Subalpino/Alpino/Nivale
Geoambienti
Aree cacuminali detritiche e rocciose di alta quota a bassa pendenza o subpianeggianti (crinali, cime arrotondate, dossi e pianori sommitali) dei rilievi carbonatici delle Alpi e dell’Appennino, nei piani alpino e nivale, con estensioni nel subalpino. La litologia del substrato è di tipo basico, ed in massima parte è costituita da calcari, dolomie, marmi, calcescisti, calcari marnosi, ma anche litotipi non carbonatici né silicatici a carattere basico come i gessi.
Queste aree culminali sono caratterizzate da degradazione in posto del substrato roccioso dovuta principalmente a crioclastismo e termoclastismo, che determina la formazione di una coltre detritica molto superficiale, sotto la quale si possono formare solo suoli primitivi, poveri e discontinui. Questo perché la pedogenesi è ininterrottamente ostacolata dalla deflazione e, in minor misura, dal dilavamento. Localmente possono riscontrarsi anche caratteristici suoli strutturati (a strisce, a gradini, “a ghirlanda”), generati da fenomeni di crioturbazione.
L’habitat nel suo complesso può essere interessato dal carsismo, che contribuisce a determinare la scarsa disponibilità di acqua in superficie, localizzata o solo occasionale, quando non completamente assente.
Riferimenti sintassonomici
Physoplexido comosae-Saxifragion petraeae Mucina et Theurillat 2015;
Leontopodio nivalis-Elynion myosuroidis (Blasi et al. 2003) Di Pietro et Mucina in Chytrý et al. 2015;
Potentillion caulescentis Br.-Bl. in Br.-Bl. et Jenny 1926;
Saxifragion australis Biondi et Ballelli ex S.Brullo 1984.
Specie guida
Achillea barrelieri (Ten.) Sch.Bip. subsp. barrelieri; Adonis annua L.; Androsace vitaliana (L.) Lapeyr. subsp. praetutiana (Buser ex Sünd.) Kress; Carex rupestris All.; Oxytropis neglecta J.Gay ex Ten.; Potentilla crantzii (Crantz) Beck ex Fritsch subsp. crantzii; Saxifraga oppositifolia L. subsp. oppositifolia; Scorzoneroides montana (Lam.) Holub subsp. breviscapa (DC.) Greuter; Scorzoneroides montana (Lam.) Holub subsp. melanotricha (Vierh.) Gutermann; Sedum sexangulare L.; Sempervivum alpinum Griseb. & Schenk; Sempervivum arachnoideum L.; Sempervivum dolomiticum Facchini; Silene acaulis (L.) Jacq. subsp. bryoides (Jord.) Nyman; Valeriana saliunca All.; Veronica fruticans Jacq.
Interesse conservazionistico nazionale
Habitat primario di alta quota a massima naturalità e specificità, localizzato in contesti ambientali caratteristici, con proprie peculiarità geomorfologiche, litologiche e paesaggistiche, generalmente poco esteso ed a limitata diffusione. È colonizzato da poche specie vegetali caratteristiche, estremamente specializzate, tra cui entità endemiche, relitte e rare.
Per quanto poco soggetto a disturbo antropico per via della sua collocazione in contesti di alta quota a scarsa frequentazione umana, l’habitat è in via generale minacciato dal riscaldamento climatico globale e, localmente, da attività legate alla fruizione turistica e sportiva della montagna (escursionismo, alpinismo).
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| < | 36.2-Alpine weathered rock and outcrop communities |
EUNIS 2012
| < | H3.6-Weathered rock and outcrop habitats |
| <> | H5.36-Shallow rocky soils with very sparse or no vegetation |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
Nell’habitat F.121 di Carta della Natura possono ricadere, anche se in maniera occasionale e non caratteristica, aspetti di habitat rocciosi o erbacei discontinui alpini inclusi nell’All.1 della Direttiva, la cui eventuale presenza va verificata caso per caso.Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
Nell’habitat F.121 di Carta della Natura possono ricadere, anche se in maniera occasionale e non caratteristica, aspetti di habitat rocciosi o erbacei discontinui alpini inclusi nell’All.1 della Direttiva, la cui eventuale presenza va verificata caso per caso.European Red List of Habitats 2022
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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Autori
Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco