Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 11/11/2025

Codice habitat: F.115
Rupi carbonatiche mediterranee

Descrizione

Rupi e ambienti rupestri termofili a litologia carbonatica dei gruppi montuosi e collinari costieri dell’Italia peninsulare e insulare presenti in ambito bioclimatico mediterraneo su versanti ripidi, e che di norma risentono dell’influsso climatico del mare.
Questo habitat è localizzato nelle aree di versante ad elevata acclività, laddove affiorano pareti rocciose a litologia carbonatica (calcari, dolomie, marmi, calcari marnosi, calcescisti, travertini, …). Comprende sia rupi èsensu strictu, con tipica scarpata verticale, che affioramenti rocciosi articolati ma nel complesso con pendenze significative, a differenza degli Affioramenti rocciosi carbonatici in lastre e cupoliformi (F.124), sempre con substrato roccioso affiorante ma con una morfologia dolce, suborizzontale o debolmente inclinata.
Le Rupi carbonatiche mediterranee possono essere prive di copertura vegetale o presentare una tipica vegetazione casmofitica e comofitica calcifila di tipo mediterraneo, molto rada, localmente paucispecifica e ricca di endemismi, che si insedia lungo le fessure e le piccole discontinuità della roccia. Significativa è anche la colonizzazione della superficie rocciosa da parte di vegetazione litofitica (licheni, muschi ed alghe). Tutte le specie vegetali sono adattate alle condizioni stazionali ed edafiche limitanti tipiche di questo habitat, che sono caratterizzate da intensa radiazione solare, esposizione ai venti, assenza o estrema scarsità di suolo e di disponibilità idrica. L’acqua infatti, soprattutto per via del carsismo, se presente è molto localizzata, limitata a circoscritte e piccole zone con maggiore umidità, o occasionale, per cui nel complesso l’ambiente è di tipo xerico.
Può essere anche presente, in modo subordinato, una vegetazione arbustiva e prativa, più raramente arborea, che colonizza eventuali cenge, gradini e discontinuità dell’habitat rupicolo. Si tratta soprattutto di stazioni di leccio, ma anche altre essenze della macchia, della gariga e delle steppe e praterie della fascia mediterranea. In presenza di queste formazioni l’ecotopo viene attribuito all’habitat F.115 se la copertura vegetale è poco significativa, cioè se la vegetazione è rada e non forma prati, garighe, cespuglieti, boscaglie o boschi di dimensioni cartografabili.
Non sono incluse in questo habitat le scogliere e le falesie strettamente litorali a diretto contatto col mare e influenzate dall’aerosol marino, che ricadono nell’habitat specifico Scogliere e rupi marittime (A.511). Inoltre La distribuzione più prossima alla costa le differenzia da quelle temperate dell’Italia centrale e meridionale (F.114), che si rinvengono sui rilievi più interni.
A causa della sua particolare morfologia questo habitat presenta in pianta un andamento spesso lineare e dimensioni areali ridotte: la sua significativa dimensione verticale, che è un elemento caratterizzante del paesaggio, non si apprezza adeguatamente in carta. Ciò può determinare talvolta la non cartografabilità anche di rupi che si configurano come importanti elementi ecologici, per il fatto che in pianta non raggiungono l’unità minima cartografabile.


Regione Biogeografica

Mediterranea


Macrobioclima

Mediterraneo


Piano altitudinale

Collinare/Montano


Geoambienti

Versanti o porzioni di versante ad elevata acclività con roccia nuda affiorante dei rilievi collinari e montuosi costituiti da rocce a litologia prevalentemente carbonatica della fascia mediterranea. Le rocce del substrato affiorante, di tipo basico, sono principalmente calcari, dolomie, marmi, calcari marnosi, calcescisti, travertini, ma anche litotipi non carbonatici né silicatici a carattere basico come i gessi.
La presenza di rupi, pareti e pendii rocciosi nel versante è dovuto a motivi stratigrafici, tettonici e/o erosivi che interessano le rocce.
A seconda della compattezza e della eventuale stratificazione delle rocce che formano la rupe, quest’ultima può essere più o meno verticale, più o meno morfologicamente uniforme e liscia o articolata, con discontinuità, cavità e cenge, e più o meno soggetta a degradazione e fenomeni franosi. Il suolo è generalmente assente, oppure circoscritto e limitato alle fessure e discontinuità della roccia e ad eventuali gradini morfologici e sacche che possono essere presenti nell’habitat rupestre.
L’acqua superficiale, anche per via del carsismo, è assente o estremamente ridotta e localizzata o solo occasionale. Tuttavia in alcuni tratti molto circoscritti di rupe l’umidità può essere localmente significativa a causa di situazioni idrologiche o idrogeologiche particolari.


Riferimenti sintassonomici

Asplenion glandulosi Br.-Bl. & Meier in Meier & Br.-Bl. 1934;
Brassicion insularis Gamisans 1991;
Asperulion garganicae Bianco, Brullo, Pignatti E. & Pignatti S. 1988 (Gargano);
Polypodion serrati Br.-Bl. in Br.-Bl. et al. 1952;
Adiantion Br.-Bl. Ex Horvatič 1934.


Specie guida

Allosorus acrosticus (Balb.) Christenh.; Antirrhinum siculum Mill.; Asperula garganica Huter ex Ehrend. & Krendl; Asplenium lepidum C.Presl subsp. lepidum; Asplenium petrarchae (Guérin) DC. subsp. petrarchae; Asplenium trichomanes L. spp.; Athamanta ramosissima Port.; Brassica incana Ten.; Brassica insularis Moris; Brassica rupestris Raf.; Brassica villosa Biv. spp.; Candelariella aurella (Hoffm.) Zahlbr.; Candelariella medians (Nyl.) A.L.Sm.; Capparis spinosa L.; Circinaria contorta (Hoffm.) A. Nordin, Savić & Tibell.; Dianthus rupicola Biv. spp.; Eucladium verticillatum (With.) Bruch & Schimp.; Euphorbia characias L.; Grimmia orbicularis Bruch ex Wilson; Lecania turicensis (Hepp) Müll. Arg.; Lecanora dispersa (Pers.) Sommerf.; Lomelosia cretica (L.) Greuter & Burdet; Phagnalon saxatile (L.) Cass.; Phagnalon sordidum (L.) Rchb.; Physcia teretiuscula Ach. Lynge; Polypodium cambricum L.; Ruta graveolens L.; Squamarina crassa (Huds.) Poelt.; Stachys glutinosa L.; Tortella nitida (Lindb.) Broth.; Verrucaria muralis Ach.; Xalocoa ocellata (Fr.) Kraichak, Lücking & Lumbsch


Interesse conservazionistico nazionale

Habitat primario a massima naturalità e specificità, localizzato in contesti ambientali caratteristici, con proprie peculiarità litologiche, geomorfologiche e paesaggistiche. La composizione floristica di queste rupi carbonatiche comprende piante estremamente specializzate ed è legata alla loro ubicazione geografica, per cui questo habitat presenta un numero significativo di specie endemiche e rare. Inoltre, come tutte le rupi, soprattutto quando si presenta in forma di grandi pareti rocciose, è importantissimo habitat di nidificazione degli uccelli, in primis alcuni rapaci, e svolge la funzione di habitat rifugio per diverse specie animali e vegetali.
Per quanto poco soggetto a disturbo antropico per via della difficile accessibilità, l’ambiente di queste rupi è localmente minacciato dalle attività estrattive, da tagli per la costruzione di infrastrutture, da interventi artificiali di contenimento e stabilizzazione e da attività sportive (arrampicata) ed escursionistiche.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat 8210.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

> 62.11-Tyrrheno-Adriatic eumediterranean calcicolous chasmophyte communities
> 62.415-Mediterranean limestone cliffs
<> 62.51-Mediterranean wet inland cliffs
La classificazione Palaearctic, allo stesso livello gerarchico, distingue per le rupi secche carbonatiche l’ambiente roccioso (62.41), anche nudo o colonizzato solo da licheni e muschi, dalle diverse comunità vegetali di piante vascolari eventualmente presenti, ricadenti nel gruppo 62.1 (Calcicolous chasmophyte communities). Carta della Natura considera l’habitat nel suo insieme a prescindere dalla presenza di vegetazione, per cui l’habitat F.115 raggruppa i due habitat Palaearctic 62.11 e 62.415. Inoltre Palaearctic distingue all’interno del gruppo delle rupi anche le rupi umide di qualsiasi litologia (62.5), tra cui quelle specifiche per l’ambito mediterraneo (62.51), parzialmente comprese nell’habitat F.115 di Carta della Natura.

EUNIS 2012

> H3.21-Tyrrheno-Adriatic eumediterranean calcicolous chasmophyte communities
> H3.2E5-Mediterranean limestone cliffs
<> H3.41-Mediterranean wet inland cliffs
EUNIS distingue, nel gruppo delle rupi basiche ed ultrabasiche secche (H3.2), quelle nude o colonizzate solo da licheni e muschi (H3.2E) da quelle colonizzate da comunità vegetali di piante vascolari. Carta della Natura considera l’habitat nel suo insieme a prescindere dalla presenza di vegetazione, per cui l’habitat F.115 raggruppa i due habitat EUNIS H3.21 e H3.2E5. Inoltre EUNIS distingue all’interno del gruppo delle rupi anche le rupi umide di qualsiasi litologia (H3.4), tra cui quelle specifiche per l’ambito mediterraneo (H3.41), parzialmente comprese nell’habitat F.115 di Carta della Natura.

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

< 8210-Calcareous rocky slopes with chasmophytic vegetation

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

< 8210-Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica

European Red List of Habitats 2022

< H3.2d-Mediterranean base-rich inland cliff Categoria EU28: Least Concern
<> H3.4-Wet inland cliff Categoria EU28: Data Deficient


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco