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Ultimo aggiornamento: 08/10/2025
Codice habitat: E.212
Leccete supramediterranee
Descrizione
Boschi e boscaglie mediterranei di Quercus ilex del piano supramediterraneo, puri o codominati in consociazione con latifoglie quali Quercus spp., Acer spp., Ostrya carpinifolia e Fraxinus ornus, accompagnati da un sottobosco tipico dei boschi a latifoglie a foglia caduca. Sono formazioni di versante o rupestri dei piani montano mediterraneo e collinare temperato (submediterraneo), che si sviluppano in maniera indipendente dal substrato dove le condizioni climatiche e edafiche lo consentono.
Le leccete supramediterranee sono diffuse in tutta la penisola italiana, nelle isole e anche nell’area prealpina. Le quote in cui si rinvengono variano dall’Italia settentrionale a quella meridionale passando da un ambito collinare nel nord Italia a quello montano in Sicilia e Sardegna.
In Italia settentrionale il leccio risulta molto localizzato e forma consorzi misti con carpino nero, orniello e talora roverella, sia nei fondovalle che su versanti meridionali scoscesi e caldi, ma non secchi. In prossimità dei grandi laghi alpini sono presenti microclimi locali, influenzati dalle grandi masse d’acqua dei laghi, che permettono la presenza dell’habitat in queste condizioni extrazonali.
Lungo la catena appenninica l’habitat è presente in tutte le regioni, occupando versanti caldi con disponibilità idrica; particolarmente ampie risultano le leccete supramediterranee delle vallate interne dell’Appennino centrale, in particolare sul versante tirrenico.
In Sardegna le leccete supramediterranee sono esclusive del piano montano (raggiungono i 1.500 metri di quota) e submontano, dove formano boschi per lo più puri e vasti, favorite dall’assenza sull’isola di Quercus cerris e Fagus sylvatica. Anche in Sicilia, lungo le principali dorsali montuose, in maniera più localizzata e con minor ampiezza, sono presenti formazioni di lecceta supramediterranea sempre nel piano altitudinale montano o submontano.
Sono riferite a questo habitat anche le leccete primitive rupestri in ambito supramediterraneo. Si tratta di formazioni pure di leccio, che spesso mantiene un aspetto arbustivo, che si sviluppano sia in Italia settentrionale sia centrale e meridionale più frequentemente su substrati carbonatici, su rupi ben protette dai venti ad esposizione meridionale. In queste particolari condizioni il leccio riesce a mettere in atto alcuni adattamenti, come la riproduzione agamica, che lo rende estremamente competitivo rispetto ad altre specie. In Calabria, Sicilia e Sardegna, dove i substrati silicatici sono più diffusi è possibile riscontrare spesso la lecceta supramediterranea primitiva su rupe anche in questi contesti.
L’effettiva cartografabilità delle leccete su rupe deve essere verificata caso per caso in quanto la verticalità dell’habitat pone problematiche nella sua reale rappresentazione in una carta bidimensionale; l’ideale sarebbe riuscire a riportare sia l’habitat rupestre che quello di lecceta, in modo da rendere visibile in carta l’effettiva struttura del paesaggio; se ciò non è possibile si preferisce evidenziare l’habitat rupestre che caratterizza meglio l’ambiente. Tuttavia, nel caso di leccete extrazonali si può fare qualche eccezione a questo principio data l’importanza fitogeografica di tali formazioni.
Le leccete supramediterranee percorse da incendi o degradate da pascolo eccessivo possono presentarsi come formazioni poco strutturate, con esemplari di leccio che svettano sullo strato arbustivo o su garighe; se si denota una evidente potenzialità evolutiva verso il bosco possono essere riferite a questo habitat, qualora invece le perturbazioni in atto sembrano stabili l’ecotopo è incluso nell’habitat Matorral a querce sempreverdi (D.412).
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale/Mediterranea
Macrobioclima
Temperato/Mediterraneo
Piano altitudinale
Collinare/Montano
Geoambienti
Versanti collinari e montani di norma ad esposizione meridionale, in particolare in Italia settentrionale e centrale, assolati e con buona disponibilità idrica ma mai con ristagni, su substrati sia carbonatici che silicatici, con suoli più o meno sviluppati e poco argillosi. Rupi carbonatiche o silicatiche ben protette dai venti ad esposizione meridionale.
Clima caldo estivo, anche con brevi periodi di aridità, e freddo invernale.
Riferimenti sintassonomici
Aceri monspessulani-Quercetum ilicis Arrigoni, Di Tommaso & Mele 1991;
Cephalanthero longifoliae-Quercetum ilicis Biondi et Venanzoni 1984;
Cyclamino hederifolii-Quercetum ilicis Biondi, Casavecchia & Gigante 2003;
Festuco exaltatae-Quercetum ilicis Biondi, Casavecchia & Gigante 2003;
Galio scabri-Quercetum ilicis Gamisans (1977) 1986;
Roso sempervirentis-Quercetum ilicis Biondi, Casavecchia & Gigante 2003;
Orno-Quercetum ilicis (Horvatic 1939) Horvatic 1958;
Ostryo carpinifoliae-Quercetum ilicis (Horvatic 1958) Trinajstic (1966) 1974;
Rusco aculeati-Quercetum ilicis Biondi,Gigante, Pignattelli, Venanzoni 2002;
Saniculo europeae-Quercetum ilicis Bacchetta, Bagella, Biondi, Farris, Filigheddu & Mossa 2004.
Specie guida
Quercus ilex L.; Acer monspessulanum L. subsp. monspessulanum; Acer opalus Mill. subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams; Carpinus orientalis Mill. subsp. orientalis; Fraxinus ornus L. subsp. ornus; Ostrya carpinifolia Scop.; Quercus dalechampii Ten.; Quercus pubescens Willd. subsp. pubescens; Cercis siliquastrum L. subsp. siliquastrum; Cotinus coggygria Scop.; Crataegus monogyna Jacq.; Cyclamen purpurascens Mill. subsp. purpurascens; Dioscorea communis (L.) Caddick & Wilkin; Drymochloa drymeja (Mert. & W.D.J.Koch) Holub subsp. exaltata (C.Presl) Foggi & Signorini; Emerus major Mill. subsp. emeroides (Boiss. & Spruner) Soldano & F.Conti; Hepatica nobilis Mill.; Ilex aquifolium L.; Lathyrus venetus (Mill.) Wohlf.; Melica uniflora Retz.; Pistacia terebinthus L. subsp. terebinthus; Quercus frainetto Ten.; Sesleria autumnalis (Scop.) F.W.Schultz; Teucrium scorodonia L.
Interesse conservazionistico nazionale
Boschi stabili e duraturi, presenti in specifiche situazioni edafiche e climatiche, distribuiti in tutto il territorio nazionale. Le leccete supramediterranee dell’Italia settentrionale rivestono un elevato interesse biogeografico in quanto rappresentano un relitto dovuto ad un paleoclimax superato, mantenuto in particolari aree grazie a peculiari condizioni microclimatiche.
La loro naturalità e valore ambientale sono legati alle modalità di gestione forestale ed allo stato di sviluppo del bosco, dai massimi delle leccete vetuste fino ai minimi di quelle soggette a forte ceduazione.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat 9340.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| = | 45.32-Supramediterranean holm-oak forests |
EUNIS 2012
| = | G2.122-Supra-Mediterranean Quercus ilex forests |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
| < | 9340-Quercus ilex and Quercus rotundifolia forests |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| < | 9340-Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia |
European Red List of Habitats 2022
| < | G2.1-Mediterranean evergreen Quercus woodland | Categoria EU28: Least Concern |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Alberto Cardillo
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco