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Ultimo aggiornamento: 10/11/2025
Codice habitat: E.192
Boschi e boscaglie sinantropici
Descrizione
Boschi e boscaglie ad ampia valenza, che comprendono popolamenti misti a grande variabilità composizionale, in gran parte formati da latifoglie decidue. Possono essere presenti anche conifere, particolarmente frequenti nelle valli delle Alpi, seppure generalmente in modo accessorio.
Di norma questo habitat è contiguo a centri abitati rurali, e risulta condizionato dalla frequentazione umana. Può occupare la fascia marginale che precede formazioni naturali, assumendo così carattere di prebosco, o terreni un tempo gestiti come orti, terrazzi o coltivazioni di varia tipologia attualmente abbandonati. In gran parte si tratta di ambienti di origine antropica attualmente in fase di rinaturalizzazione, più o meno avanzata, ma possono essere anche formazioni che, pur presentando aspetti naturali, sono significativamente influenzati dall’uomo, nella composizione e nella struttura, semplicemente per via della prossimità con ambienti antropizzati. Il risultato è un habitat variegato e complesso, tipicamente misto, con composizioni diversificate a seconda del contesto biogeografico, climatico e di uso del suolo circostante.
Sono quindi boschi caratterizzati dalla presenza di specie legate all’attività umana pregressa recente e parzialmente anche attuale, insieme a specie spontanee in un contesto complessivo di estrema mutevolezza. Possono essere presenti: alberi e arbusti da frutto di varietà coltivate, anche inselvatichiti (Prunus avium, Castanea sativa, Olea europaea, Juglans regia, Malus domestica, Pyrus communis, Prunus domestica …); specie spontanee, in primis quelle pioniere, diverse a seconda dell’umidità, mesicità o xericità dell’ambiente (Ulmus spp., Acer spp., Pyrus spp., Rosa spp., Salix spp., Populus spp., Tilia spp., Fraxinus spp., Prunus spp., Carpinus spp., Corylus avellana, Ostrya carpinifolia …); specie esotiche introdotte dall’uomo (Robinia pseudoacacia, Ailanthus altissima, Cedrus spp., …); specie autoctone ma fuori dal loro contesto ecologico. Generalmente le specie arboree che tendono a formare boschi climacichi, come le querce e faggi, se presenti, sono in numero esiguo e non rappresentativo.
Habitat diffuso in tutta Italia in modo frammentario, con estensioni di norma molto ridotte, limitato a fasce marginali tra gli ambienti antropici e quelli a maggiore naturalità, quasi esclusivamente nel piano collinare e nella fascia pedemontana dei rilievi alpini ed appenninici. È più frequente in quelle aree dove le tradizionali forme di sfruttamento del suolo (principalmente agricoltura e sfalcio) sono in crisi e l’abbandono è in atto, mentre nelle zone lontane dagli insediamenti umani, come le aree montuose ed i comprensori boscati a struttura chiusa, sono di fatto assenti.
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale/Mediterranea
Macrobioclima
Temperato/Mediterraneo
Piano altitudinale
Planiziale/Collinare/Montano
Geoambienti
Aree collinari e fasce pedemontane dei rilievi alpini ed appenninici, generalmente in prossimità di insediamenti umani. Essendo principalmente caratterizzati e condizionati dall’attività antropica, passata e/o presente, e solo in subordine dal contesto naturale, i terreni su cui si insediano questi boschi e boscaglie presentano acclività, tipo di substrato, esposizione e disponibilità idrica variabili.
Riferimenti sintassonomici
Poiché questo habitat è caratterizzato dall’influenza antropica, pregressa e/o attuale, e può trovarsi in differenti contesti biogeografici e climatici ed a stadi evolutivi di naturalizzazione diversi, le fitocenosi sono dipendenti dal luogo dove ricade l’ecotopo, anche in relazione all’uso del suolo circostante. Inoltre è un ambiente contraddistinto da una estrema disomogeneità e frammentazione composizionale della vegetazione. Pertanto non possono essere evidenziate fitocenosi tipiche dell’habitat nel suo complesso, che quindi vanno identificate localmente.
Specie guida
Poiché questo habitat è caratterizzato dall’influenza antropica, pregressa e/o attuale, e può trovarsi in diversi contesti biogeografici e climatici ed a stadi evolutivi di naturalizzazione diversi, la composizione floristica è dipendente dal luogo dove ricade l’ecotopo, anche in relazione all’uso del suolo circostante. Pertanto non possono essere evidenziate specie guida dell’habitat.Interesse conservazionistico nazionale
I Boschi e boscaglie sinantropici dal punto di vista composizionale hanno uno scarso valore naturalistico e conservazionistico, dal momento che il fattore antropico è determinante per la loro esistenza. Tuttavia il fatto di occupare aree in via di naturalizzazione ed in evoluzione può conferirgli un interesse ecologico, variabile da caso a caso. Anche per la fauna selvatica può costituire un habitat utile, sia come corridoio ecologico che come ambiente di alimentazione e riparo, soprattutto considerando che è sempre ubicato ai margini delle aree antropizzate.
Distribuzione e foto habitat
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Autori
Scheda: Roberto Bagnaia, Alberto Cardillo