Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 08/10/2025

Codice habitat: E.171
Boschi a Populus tremula

Descrizione

Boschi o boscaglie dominate da pioppo tremolo, non ripariali; sono cenosi primarie di tipo pioniero o secondarie prenemorali, di norma pure o con subordinate presenze di altre latifoglie mesofile e, per le Alpi, anche di conifere. Formazioni da acidofile a debolmente basifile, da mesofile a debolmente xerofile.
Il sottotipo pioniero è legato a versanti rupestri freschi del piano montano, spesso consociato con betulla o pino silvestre; è poco frequente e forma boschi aperti stabili nel tempo. I boschi secondari a pioppo tremolo sono invece la tipologia più diffusa, si instaurano su pascoli o coltivi abbandonati. Queste neoformazioni possono risultare fitte e dense, ma tendono a diradarsi nel tempo favorendo l’ingresso di altre specie.
L’habitat è diffuso in tutto il territorio italiano, mai molto frequente, con ecotopi sparsi, disgiunti tra loro e di modeste dimensioni. Si sviluppa tipicamente nel piano altitudinale montano e submontano, dove risulta legato alla serie evolutiva della faggeta e anche a quella della pecceta nei settori endalpici delle Alpi. Sono comunque riscontrabili sporadiche penetrazioni in ambito collinare e sui terrazzi alluvionali e fluvio-glaciali dell’Italia settentrionale. Nella penisola e in Sicilia, nel piano collinare, è possibile trovare piccoli boschetti a Populus tremula nella fascia dei querceti caducifogli oltre che in quella della faggeta. In Sardegna l’habitat è presente unicamente sul Gennargentu, in ambito supramediterraneo, dove il pioppo tremolo crea formazioni peculiari consociato con roverella, biancospino e nocciolo.


Regione Biogeografica

Alpina/Continentale/Mediterranea


Macrobioclima

Temperato/Mediterraneo


Piano altitudinale

Collinare/Montano


Geoambienti

I rari boschi primari di pioppo tremolo si sviluppano in ambito rupestre fresco, creando un habitat di bosco rado e spesso consociato con altre specie arboree. I boschi secondari, tendenzialmente mesofili, si riscontrano su pascoli e coltivi abbandonati principalmente in ambito montano e subordinatamente collinare.


Riferimenti sintassonomici

Agropyro panormitani-Populetum tremulae Brullo et al. 2012;
Fraxino orni-Populetum tremulae Taffetani 2000;
Melico uniflorae-Populetum tremulae Pedrotti 1995;
Corylo-Populetum tremuli Br.-Bl. 1938;
Populo tremulae-Betuletum pendulae Coldea 1975;
Melico uniflorae-Populetum tremulae Pedrotti 1995 em. Taffetani 2000;
Fraxino orni-Populetum tremulae Taffetani 2000.


Specie guida

Populus tremula L.


Interesse conservazionistico nazionale

La maggior parte dei boschi di pioppo tremolo sono formazioni secondarie dovute alle capacità della specie di colonizzare ambienti abbandonati e degradati, per questo motivo rappresentano cenosi temporanee e transitorie che con il tempo tendono ad evolvere verso formazioni più evolute. Tuttavia, esistono formazioni durature e stabili, che si instaurano in condizioni rupestri, che rappresentano la massima espressione vegetazionale per quel determinato ambiente e che risultano meritevoli di tutela. Anche le formazioni collinari sarde e siciliane hanno particolari peculiarità con una flora d’accompagno caratterizzata da specie supramediterranee.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

= 41.D-Aspen woods

EUNIS 2012

= G1.92-Populus tremula woodland

European Red List of Habitats 2022

<> G1.9b-Mediterranean mountain Betula and Populus tremula woodland on mineral soils Categoria EU28: Least Concern
L’habitat G1.9b è riferito solo ai popolamenti di Betula spp. e Populus tremula dell’Appennino centro meridionale, Sicilia e Sardegna, mentre E.171 di Carta della Natura è riferito all’intero territorio nazionale.


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Alberto Cardillo
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco