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Ultimo aggiornamento: 08/10/2025
Codice habitat: E.151
Boschi a Castanea sativa
Descrizione
Boschi di castagno, puri o misti, distribuiti nel piano collinare e submontano lungo la catena alpina, tutta la penisola e le isole maggiori. Castanea sativa, probabilmente storicamente presente in natura in Italia, è stato ampliamente coltivato da epoche preistoriche sia per fornire legname di qualità che soprattutto per la raccolta del frutto; la sua attuale distribuzione in Italia risulta quindi direttamente influenzata dall’azione dell’uomo che ne ha ampliato l’areale sostituendolo nei secoli ai boschi naturali preesistenti quali querceti, querco-carpineti o faggete.
I castagneti si sviluppano principalmente su suoli da neutri ad acidi su substrati silicatici, di norma su terreni profondi a bassa petrosità, su versanti anche mediamente acclivi in condizioni mesiche con buona disponibilità idrica. Tuttavia, il castagno è stato diffuso in ambienti anche notevolmente diversi da quelli ottimali come in situazioni xeriche o su substrati carbonatici con suoli decalcificati. In queste condizioni il castagno vegeta in condizioni sfavorevoli, in particolare a causa di sofferenze dovute a stress idrici (risente specificatamente carenze d'acqua nel suolo durante i mesi tardo-primaverili), e crea boschi di norma meno strutturati, misti e soggetti a sostituzione con specie più adatte se non mantenuti dall’intervento umano.
I castagneti, in condizioni edafiche ottimali, formano boschi quasi monospecifici sia quando risultano gestiti a cedui che come boschi da raccolta; invece, tendono a creare formazioni miste quando ormai risultano abbandonati da tempo o lasciati a libera evoluzione. Le specie accompagnatrici o codominanti sono legate ai boschi naturali limitrofi, le più frequenti risultano le querce, i carpini, il faggio, la robinia, gli acero-frassineti mentre più rari risultano i boschi misti con conifere.
Sulle Alpi i castagneti occupano soprattutto la fascia collinare e dei bassi versanti, principalmente in sostituzione di boschi di rovere su substrati silicatici. In Appennino settentrionale sono diffusi dall’ambito collinare fino a quello submontano, su substrati tendenzialmente neutri o debolmente acidi in sostituzione dei boschi di cerro. Nell’Italia centrale ritroviamo vaste selve castanili principalmente sugli edifici vulcanici dell’Antiappennino tirrenico. Nel Meridione i castagneti si rinvengono fino nel piano montano in sostituzione della faggeta mentre in Sicilia e Sardegna in ambito collinare possono risultare a contatto con specie tipicamente mediterranee quali il leccio.
Questi boschi sono stati colpiti negli ultimi anni da diverse fitofagie importanti che hanno, in alcuni casi, decimato gli individui, anche secolari, favorendo l’ingresso di altre specie.
I boschi da frutto gestiti in maniera estensiva possono essere inseriti in questa categoria, mentre quelli fortemente sfruttati dal punto di vista colturale con, ad esempio, terreni tenuti costantemente puliti e soggetti a raccolta meccanizzata del frutto hanno il proprio habitat specifico Castagneti da frutto (G.127).
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale/Mediterranea
Macrobioclima
Temperato/Mediterraneo
Piano altitudinale
Collinare/Montano
Geoambienti
Le condizioni ottimali per questo habitat sono aree collinari e submontane con terreni da acidi a neutri su substrati silicatici, in ambienti mesici. La disponibilità idrica dovrebbe essere buona soprattutto nel periodo tardo primaverile in quanto il castagno è specie a fioritura tardiva. Va, tuttavia, sottolineato come i castagneti siano stati diffusi dall’uomo anche in condizioni non ottimali per la pianta, per cui si possono riscontrare in condizioni da xeriche a meso-xeriche, su substrati carbonatici, su falda detritica o su colline moreniche.
Riferimenti sintassonomici
Arbuto unedonis-Castanetum sativae Arrigoni & Viciani 2001;
Asphodelo albi-Castanetum sativae Ubaldi, Puppi, Zanotti, Speranza & Corbetta ex Ubaldi 1995;
Cardamino kitaibelii-Castanetum sativae Taffetani 2000;
Cyclamino hederifolii-Castanetum sativae Allegrezza 2003;
Digitali australis-Castanetum sativae Gamisans 1977;
Erico scopariae-Castanetum sativae Arrigoni & Viciani 2001;
Frangulo alni-Quercetum petraeae Arrigoni in Foggi 2000 castanetosum sativae Arrigoni 1997;
Melampyro italici-Castanetum sativae Hruska 1988;
Physospermo cornubiensis-Quercetum petraeae Oberdorfer et Hofmann 1967 castanetosum sativae;
Symphyto tuberosi-Castanetum sativae Arrigoni et Viciani 1998;
Teucrio scorodoniae-Castanetum sativae Arrigoni & Viciani 2001;
Rubo hirti-Castanetum sativae Arrigoni & Viciani 2001.
Specie guida
Castanea sativa Mill.
Interesse conservazionistico nazionale
Boschi naturali e seminaturali molto diffusi in tutto il territorio nazionale, anche con popolamenti di grandi dimensioni. Favoriti storicamente dall’uomo che ne ha ampliato la distribuzione, tendono a mantenere una netta dominanza del castagno in condizioni edafiche ottimali e dove gestiti; altrimenti vi è una tendenza al passaggio verso le formazioni boschive preesistenti. La flora d’accompagno non è particolarmente esclusiva mentre ricca è la presenza faunistica.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat 9260.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| = | 41.9-Chestnut woods |
EUNIS 2012
| = | G1.7D-Castanea sativa woodland |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
| = | 9260-Castanea sativa woods |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| = | 9260-Boschi di Castanea sativa |
European Red List of Habitats 2022
| < | G1.7a-Temperate and submediterranean thermophilous deciduous woodland | Categoria EU28: Least Concern |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Alberto Cardillo
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco