Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 08/10/2025

Codice habitat: E.142
Boschi a Betula etnensis

Descrizione

Betuleti a Betula etnensis, specie endemica siciliana, localizzati su versanti non particolarmente scoscesi dell’Etna nella fascia montana. Formazioni pioniere, pure o in codominanza con Pinus nigra subsp. laricio, formano boschi aperti, mesoxerofili, su substrati lavici primitivi caratterizzati dalla presenza di scorie vulcaniche; i suoli risultano da neutri a spiccatamente acidi.
In ambito altomontano formano popolamenti pionieri, con un portamento arbustivo o alto arbustivo, puri, strutturalmente aperti, piuttosto poveri floristicamente, tendenzialmente stabili date le estreme condizioni climatiche e edafiche del luogo, a cui si aggiunge la ricorrenza di eventi vulcanici quali le importanti piogge di cenere e lapilli, che la Betula etnensis riesce a sopportare a differenza di altre specie arboree. Alla betulla dell’Etna si accompagnano nello strato dominato quasi esclusivamente specie erbacee (Bellardiochloa variegata subsp. aetnensis) e sporadici arbusti prostrati come Astragalus siculus e Juniperus communis.
Nella fascia montana questi boschi hanno un portamento tipicamente arboreo ma risultano sempre strutturalmente decisamente aperti in quanto colonizzano aree con affioramenti lavici. Dove il suolo risulta più strutturato, su terreni neutri o debolmente acidi, i betuleti formano popolamenti misti in particolare con il pino laricio, secondariamente con faggio e querce. Anche il sottobosco risulta più ricco con uno strato arbustivo dominato da ginestre, in particolare Genista etnensis, e ginepri, mentre lo strato erbaceo risulta eterogeneo ma sempre dominato da Festuca circummediterranea.
L’habitat risulta molto localizzato e circoscritto al distretto etneo; in particolare i popolamenti più importanti si riscontrano nell’area del Rifugio Citelli-Monte Concazze e Monte Baracca sul versante orientale del vulcano, nell’area tra Monte Capre e Monte Nunziata in quello occidentale.


Regione Biogeografica

Mediterranea


Macrobioclima

Temperato


Piano altitudinale

Montano


Geoambienti

L’habitat si sviluppa su versanti non particolarmente acclivi del vulcano Etna, in ambito montano ed altomontano (1400-2000 m slm). Boschi pionieri su terreni poco strutturati spesso intervallati da affioramenti lavici colonizzati principalmente da arbusti e specie erbacee.


Riferimenti sintassonomici

Cephalanthero longifoliae-Betuletum aetnensis Brullo & Siracusa 2012.


Specie guida

Betula etnensis Raf.


Interesse conservazionistico nazionale

Boschi relittici ed endemici di betulla, che caratterizzano localmente il paesaggio alto montano dell’Etna, ed esclusivi di questo territorio. Durante le glaciazioni i betuleti hanno occupato importanti aree in ambito mediterraneo scendendo lungo i rilievi appenninici fino alla Sicilia. Le condizioni climatiche e edafiche che si sono sviluppate in determinati ambiti dell’Etna (suoli estremamente acidi, precipitazioni nevose prolungate per diversi mesi, periodi di aridità estiva) hanno permesso il mantenimento e la differenziazione della specie Betula etnensis in zone rifugio ove non vi era competizione con altre specie arboree.
La betulla dell’Etna è riconosciuta dalla maggior parte della comunità scientifica come specie autonoma, endemica siciliana, rispetto all’affine Betula pendula, sebbene alcuni autori ancora la considerino una sottospecie o varietà.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

= 41.B6-Mount Etna birch stands

EUNIS 2012

= G1.916-Mount Etna Betula stands

European Red List of Habitats 2022

< G1.9b-Mediterranean mountain Betula and Populus tremula woodland on mineral soils Categoria EU28: Least Concern


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Alberto Cardillo
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco