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Ultimo aggiornamento: 08/10/2025
Codice habitat: E.132
Querco-carpineti prealpini e dell'Italia settentrionale
Descrizione
Boschi planiziali o collinari con querce (farnia o rovere) e carpino bianco presenti di norma su suoli drenanti, ma comunque provvisti di acqua durante l’intero ciclo vegetazionale in condizioni di elevata umidità atmosferica.
La dominanza tra querce e carpino dipende dalle differenti condizioni morfologiche e edafiche in base alle quali questi boschi possono essere ricondotti alle seguenti tre principali tipologie.
Il querco-carpineto planiziale, il cui areale storico comprendeva estesi tratti dei terrazzi della Pianura Padana, attualmente risulta circoscritto a pochi boschi relitti, poiché la loro area potenziale risulta occupata dalle colture agricole e dalle aree urbane. Sono caratterizzati dalla copresenza di Quercus robur e Carpinus betulus in condizioni mesiche ben drenate. In condizioni meso-igrofile la farnia diviene dominante mentre il carpino bianco più sporadico, in queste situazioni possono diventare frequenti Ulmus minor, Alnus glutinosa, Fraxinus angustifolia subsp. oxycarpa. Qualora, invece, le condizioni risultino più xeriche, con brevissimi periodi di aridità estiva, la composizione del bosco si arricchisce di Quercus cerris e Fraxinus excelsior.
I querco-carpineti dei fondovalle prealpini, presenti lungo le ampie valli fluviali del sistema esalpico o nelle pianure interne su morfologie dolci ed ondulate, sono estremamente localizzati ma caratterizzati da una netta prevalenza di Carpinus betulus rispetto a Quercus robur, che localmente risulta addirittura rara, e accompagnati da Fagus sylvatica, Acer pseudoplatanus, Quercus petraea.
I querco-carpineti collinari si riscontrano in condizioni mesiche lungo tutti i sistemi collinari del bacino idrografico del Po e sono caratterizzati dalla presenza di Carpinus betulus e Quercus petraea; la farnia diviene rara ed è presente solo nelle aree con falda superficiale alla base dei versanti. Alle due specie caratteristiche della formazione si associano frequentemente: Tilia cordata, Acer pseudoplatanus e Fraxinus excelsior nello strato arboreo; Corylus avellana, Crataegus monogyna e Cornus sanguinea nello strato arbustivo; lo strato erbaceo risulta invece ricco di geofite a fioritura precoce. Questi boschi, come quelli planiziali, risultano molto localizzati e frequentemente di piccole dimensioni sostituiti storicamente da castagneti e da vigneti.
Sia nei querco-carpineti planiziali che in quelli collinari si riscontra una frequente presenza di specie esotiche naturalizzate con dinamiche invasive quali Robinia pseudoacacia, Quercus rubra, Prunus serotina, che spesso tendono a compromettere la naturale rigenerazione delle specie autoctone, in particolare della farnia.
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale
Macrobioclima
Temperato
Piano altitudinale
Planiziale/Collinare
Geoambienti
Terrazzi della Pianura Padana, delle pianure interne del sistema esalpico, delle ampie valli fluviali prealpine e zone di impluvio e di basso versante dei rilievi collinari.
Boschi condizionati direttamente dalla dinamica dell’acqua nel suolo: si sviluppano in condizioni mesiche con buona disponibilità idrica, con acqua libera proveniente dalla falda non profonda durante tutto il periodo vegetazionale, assenza di ristagno d’acqua superficiale e di periodi di sommersione. Dove connessi agli ambienti fluviali, come ad esempio lungo il Ticino in Lombardia, occupano le superfici più elevate esterne alla vera e propria dinamica fluviale.
Riferimenti sintassonomici
Physospermo cornubiensis-Quercetum petraeae Oberdorfer et Hofmann 1967;
Polygonato multiflori-Quercetum roboris Sartori 1980;
Symphyto tuberosi-Carpinetum betuli Digiovinazzo, Beltracchini, Rovelli, Brusa & Andreis 2020.
Specie guida
Carpinus betulus L.; Quercus petraea (Matt.) Liebl. subsp. petraea; Quercus robur L. subsp. robur; Fraxinus excelsior L. subsp. excelsior; Tilia cordata Mill.; Aruncus dioicus (Walter) Fernald; Carex digitata L.; Carex pilosa Scop.; Carex umbrosa Host subsp. umbrosa; Euphorbia dulcis L.; Leucojum vernum L.; Physospermum cornubiense (L.) DC.; Polygonatum multiflorum (L.) All.; Pulmonaria officinalis L.; Scrophularia nodosa L.
Interesse conservazionistico nazionale
Boschi climacichi, relitti, spesso di piccole dimensioni e talvolta invasi da specie esotiche naturalizzate che, attualmente, ricadono per la maggior parte in aree naturali protette. Habitat di interesse sia dal punto di vista naturalistico sia come testimonianza storica delle foreste, che occupavano vaste aree planiziali dell’Italia settentrionale, ormai scomparse a causa dell’azione dell’uomo. Meriterebbero un’attenzione particolare e progetti specifici volti a conservarne ed aumentarne la funzionalità ecologica e favorire il rinnovamento delle specie autoctone.
A livello europeo l’interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Dir. 92/43/CEE con l’habitat 91L0.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| = | 41.28-Southern Alpine oak-hornbeam forests |
EUNIS 2012
| = | G1.A18-Southern Alpine Quercus - Carpinus betulus forests |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
| <> | 91L0-Illyrian oak –hornbeam forests (Erythronio-Carpinion) |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| <> | 9160-Querceti di farnia o rovere subatlantici e dell’Europa centrale del Carpinion betuli |
| <> | 91L0-Querceti di rovere illirici (Erythronio-Carpinion) |
European Red List of Habitats 2022
| < | G1.Aa-Carpinus and Quercus mesic deciduous woodland | Categoria EU28: Near Threatened |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Alberto Cardillo
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco