Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 26/06/2026

Codice habitat: D.321
Ginepreti collinari e montani

Descrizione

Cespuglieti più o meno aperti, temperati e submediterranei con dominanza di ginepri (Juniperus communis, Juniperus oxycedrus e Juniperus phoenicea).
Specie poliedrica, Juniperus communis si rinviene dalla costa, riferito alle Dune stabili a ginepri (A.324), all’ambito subalpino in forma prostrata, incluso nelle Lande a ginepri prostrati (D.113). I Ginepreti collinari e montani evidenziano unicamente le formazioni arbustive submediterranee, collinari e montane, in cenosi da mesoxeriche a xeriche, sia primarie che secondarie, più frequenti su substrati calcarei e flyshoidi, con suoli da poco sviluppati a profondi, ampiamente diffuse in tutto l’Appennino, poco frequenti in Italia settentrionale, Sardegna e Sicilia. Di norma si tratta di popolamenti monospecifici o paucispecifici, secondari, inizialmente aperti su pascoli, sfalci o ex-coltivi con uno strato erbaceo caratterizzato da specie dei Festuco-Brometea; nel tempo, con una diminuzione del pascolamento, tali formazioni tendono a infittirsi e a evolvere verso querceti o faggete. Il ginepro comune a volte costituisce formazioni in codominanza o in cui risulta minoritario rispetto ad altri arbusti a caducifoglie dei Prunetalia, in questi casi deve essere riferito all’habitat più generico Cespuglieti temperati a latifoglie decidue (D.311). Meno diffuse risultano le formazioni primarie che si sviluppano sia su suoli primitivi con elevata presenza di scheletro, in condizioni xeriche, in prossimità di aree rupestri, detritiche o ad erosione accelerata, sia su paleosuoli in cui Juniperus communis accompagna Calluna vulgaris in brughiere aperte in cui localmente può diventare dominante.
Juniperus oxycedrus, specie più xerofila e termofila, in ambito submediterraneo risulta localizzato e sporadico lungo la penisola, si sviluppa su suoli da neutri ad acidi, poco strutturati o rocciosi, nel piano collinare o basso montano, sia invadendo praterie aride (xerobrometi) sia formando garighe aperte stabili nel tempo. In aree più spiccatamente mediterranee può consociarsi con altre specie della macchia a sclerofille oppure spiccare su di essa con individui arborescenti; in questi casi l’ecotopo deve essere riferito agli habitat Macchia mediterranea (D.421) o Matorral a ginepri (D.413) a seconda della struttura della formazione. Anche il ginepro rosso può formare popolamenti su duna, in questo caso l’habitat deve essere riferito alla categoria Dune stabili a ginepri (A.324).
Juniperus phoenicea forma popolamenti radi e localizzati, per lo più su versanti meridionali, rupi o accumuli detritici calcarei, accompagnati da un corteggio floristico ricco di casmofite. Sono formazioni tipicamente xero-temofile presenti sulle Alpi Liguri, tra Piemonte e Liguria, e sulle Alpi Apuane in Toscana.


Regione Biogeografica

Alpina/Continentale/Mediterranea


Macrobioclima

Temperato/Mediterraneo


Piano altitudinale

Collinare/Montano


Geoambienti

I ginepreti si sviluppano su versanti a diverse acclività, crinali e pianori, sia su cotiche erbose continue con suoli più o meno profondi e assenza di ristagno di acqua, sia su praterie discontinue o garighe con elevata aridità estiva e con roccia affiorante.


Riferimenti sintassonomici

Frangulo rupestris-Juniperetum communis Poldini et Vidali 2002;
Junipero communis-Pyracanthetum coccineae Biondi, Allegrezza e Gujtian. 1988;
Rhamno cathartici-Juniperetum communis Poldini et Vidali 2002;
Viburno lantanae-Juniperetum communis Cutini, Stanisci et Pirone 2002.


Specie guida

Juniperus communis L.; Juniperus oxycedrus L.; Juniperus phoenicea L.


Interesse conservazionistico nazionale

Habitat naturale, primario o secondario, la cui diffusione risulta attualmente in espansione a causa dell’abbandono dei pascoli. Può rappresentare un habitat rifugio per la fauna anche in contesti alterati quali zone agricole o aree antropizzate.
Fanno eccezione le formazioni a Juniperus phoenicea, rare, localizzate e disgiunte relitti di fase climatiche più calde attualmente circoscritte a particolari stazioni rifugio, di grande interesse conservazionistico.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat 5130.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

> 31.88-Common juniper scrub
Palaearctic con l’habitat 31.88 considera solo le formazioni a Juniperus communis, Carta della Natura con l’habitat D.321 include anche quelle submediterranee a Juniperus oxycedrus e Juniperus Phoenicea.

EUNIS 2012

> F3.16-Juniperus communis scrub
EUNIS con l’habitat F3.16 considera solo le formazioni a Juniperus communis, Carta della Natura con l’habitat D.321 include anche quelle submediterranee a Juniperus oxycedrus e Juniperus Phoenicea.

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

> 5130-Juniperus communis formations on heaths or calcareous grasslands
Il Manuale europeo con l’habitat 5130 considera solo le formazioni a Juniperus communis, Carta della Natura con l’habitat D.321 include anche quelle submediterranee a Juniperus oxycedrus e Juniperus Phoenicea.

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

> 5130-Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli
Il Manuale Italiano con l’habitat 5130 considera solo le formazioni a Juniperus communis, Carta della Natura con l’habitat D.321 include anche quelle submediterranee a Juniperus oxycedrus e Juniperus Phoenicea.

European Red List of Habitats 2022

> F3.1a-Lowland to montane temperate and submediterranean Juniperus scrub Categoria EU28: Least Concern
La Red List con l’habitat F3.1a considera solo le formazioni a Juniperus communis, Carta della Natura con l’habitat D.321 include anche quelle submediterranee a Juniperus oxycedrus e Juniperus Phoenicea.


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Alberto Cardillo
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco