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Ultimo aggiornamento: 05/11/2025
Codice habitat: C.523
Prati pascolo arborati temperati
Descrizione
Habitat caratterizzato da aree forestali diradate dall’uomo per adattarle al pascolo, in modo da preservare una copertura arborea aperta ottimizzata sia per una attività selvicolturale che per il sostentamento del bestiame; si tratta di conseguenza di un ambiente semi naturale, prodotto di una gestione silvo-pastorale del territorio di tipo tradizionale, in ambito bioclimatico temperato. A seconda del luogo e delle caratteristiche climatiche e edafiche in cui si sviluppa possono cambiare le specie arboree, la composizione della prateria e le specie allevate.
Lungo l’arco alpino italiano i prati-pascolo arborati sono generalmente caratterizzati dalla presenza di conifere e brucati in particolare da bovini e secondariamente da ovini e caprini. Il larice (Larix decidua) è stato storicamente favorito dall’uomo, anche in contesti dove non risultava dominante, in quanto la sua caratteristica di essere caducifoglie favorisce la ricrescita della coltre erbacea allo scioglimento delle nevi, rendendo i pascoli più produttivi. Gli alberi, spesso di notevoli dimensioni, talora secolari, vengono inoltre utilizzati per l’estrazione della resina e la produzione di legna da ardere. In primavera, prima dell’arrivo del bestiame, la prateria può essere soggetta ad uno sfalcio.
In Appennino i pascoli arborati, più rari e localizzati, sono invece caratterizzati dalla dominanza arborea di latifoglie decidue quali il faggio (Fagus sylvatica) e le querce (Quercus pubescens, Q. cerris, Q. frainetto) e utilizzati principalmente da bovini, equini ed ovini, secondariamente da suini e caprini. Molto spesso queste formazioni hanno una notevole valenza paesaggistica con piante monumentali sia per l’intervento dell’uomo attraverso, ad esempio, la capitozzatura ripetuta, oppure a causa dell’azione stessa del bestiame, capace di formare alberi a fusto multiplo, brucati alla base, cresciuti fuori dalla loro portata, con ampie chiome a forma di fungo.
In questo habitat sono comprese anche altri tipi di praterie arborate, tutte legate a paesaggi agrari storici, in cui la componente forestale selezionata dall’uomo è costituita da specie arboree da frutto quali ad esempio il mandorlo (Prunus amygdalus).
A causa della diminuzione del pascolo estensivo tradizionale negli ultimi decenni, l’habitat risulta in forte regressione: l’abbandono delle pratiche agro-silvo-pastorali comporta una sua rapida scomparsa a causa di un repentino incespugliamento e successiva ricrescita arborea.
In questo habitat ricadono unicamente i mosaici biplani in cui la componente forestale e quella erbacea sono contemporaneamente presenti creando un paesaggio caratteristico: entrambe le componenti, quando presenti singolarmente hanno infatti i propri habitat boschivi e prativi specifici.
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale
Macrobioclima
Temperato
Piano altitudinale
Collinare/Montano/Subalpino
Geoambienti
I prati-pascolo arborati si trovano di norma in paesaggi collinari, montani e subalpini, storicamente vocati alla pastorizia, su suoli e substrati vari. Si rinvengono generalmente su pendii e crinali a bassa acclività, conche, altopiani, tavolati.
Riferimenti sintassonomici
Trattandosi di un ambiente controllato dall’attività antropica e distribuito in diversi contesti ambientali, non ci sono fitocenosi distintive.
Specie guida
Fagus sylvatica L.; Larix decidua Mill.; Prunus amygdalus Batsch; Quercus cerris L.; Quercus frainetto Ten.; Quercus pubescens Willd. subsp. pubescens
Interesse conservazionistico nazionale
Habitat molto particolare, che costituisce caratteristici paesaggi culturali di pregio legati a pratiche agro-silvo-pastorali tradizionali a basso impatto. È un habitat a determinismo antropico: un abbandono delle attività di pascolo comporterebbe un'evoluzione verso la foresta di latifoglie decidue o conifere, mentre un carico zootecnico elevato potrebbe comportare l’interruzione del rinnovamento arboreo con conseguente scomparsa di questa componente e di conseguenza dell’habitat.
Va tuttavia segnalato come diversi cambiamenti nella gestione dell’allevamento, avvenuti negli ultimi decenni, verso tipologie più intensive abbiano comportato una forte riduzione dell’habitat.
Dal punto di vista naturalistico riveste particolare importanza per il mantenimento di popolazioni di specie faunistiche legate agli ambienti aperti.
A livello europeo l’interesse conservazionistico è contemplato in All. A della European Red List of habitats con l’habitat E7.1 di categoria Vulnerable.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
European Red List of Habitats 2022
| = | E7.1-Temperate wooded pasture and meadow | Categoria EU28: Vulnerable |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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Autori
Scheda: Alberto Cardillo, Roberto Bagnaia, Lucilla Laureti