![]() |
Ultimo aggiornamento: 05/11/2025
Codice habitat: C.223
Praterie compatte montane acidofile dell'Appennino centrale e meridionale
Descrizione
Praterie compatte, mesofile e acidofile a manto erboso basso, tipiche del piano montano, con penetrazioni fino al piano subalpino, dell’Appennino centrale e meridionale, dove la presenza significativa di suolo permette la formazione di praterie continue e chiuse. Infatti questo habitat si sviluppa tipicamente in presenza di suoli evoluti, che generalmente si formano morfologie dolci o pianeggianti, come pendii e crinali a bassa acclività, conche e pianori, caratterizzati da terreni acidi, come quelli dei rilievi costituiti da rocce silicatiche o, nel caso di rilievi calcarei e dolomitici, decalcificati.
Queste formazioni prative, di norma pascolate, quindi tipicamente di carattere secondario, sono caratterizzate da specie erbacee acidofile con prevalenza di graminacee. Tra queste la più tipica è Nardus stricta, alla quale si accompagnano comunità vegetali correlate.
Si tratta di prati generalmente molto ricchi di specie, che costituiscono ampie praterie che si estendono nella fascia della faggeta e localmente fin oltre il suo limite superiore, o in radure all’interno del bosco, originate dall’attività agro-silvo-pastorale. Il grado di ricchezza di specie varia con l’intensità del pascolamento, che, se eccessivo, la riduce in modo significativo, causando nei casi più estremi una evoluzione verso l’habitat delle Praterie eutrofiche pascolate temperate (C.224). Viceversa, l’abbandono del pascolo, fenomeno attualmente molto diffuso in Appennino, in breve tempo favorisce l’ingressione di specie arbustive ed arboree.
Oltre che con le faggete (E.115; E.116), queste formazioni si trovano spesso a mosaico con l’habitat Praterie aride temperate e submediterranee dell’Italia peninsulare e della Sicilia (C.215), che diversamente colonizza suoli poveri, xerici e generalmente pendii a maggior acclività, e, meno frequentemente, con le Praterie mesofile compatte temperate e submediterranee (C.221). Dal piano subalpino e in tutto il piano alpino, più in alto in quota, lasciano il posto alle Praterie compatte alpine dell’Appennino centrale e meridionale (C.133). I limiti tra questi due tipi di praterie sono sfumati, in quanto soprattutto legati a fattori composizionali, con una fascia di transizione a cavallo dei piani subalpino e altimontano.
Regione Biogeografica
Continentale/Mediterranea
Macrobioclima
Temperato/Mediterraneo
Piano altitudinale
Montano
Geoambienti
Crinali, versanti e pendii generalmente a bassa acclività, pianori, conche e vallecole nel piano montano dei rilievi dell’Appennino centrale e meridionale, laddove la morfologia, la circolazione idrica, il microclima e la disponibilità di materiale organico permette la formazione, l’accumulo e lo sviluppo significativo di suolo, essenziale per la formazione di praterie continue e chiuse.
Questo habitat prativo è presente sia su suoli acidi di rilievi costituiti da litologie silicatiche che su suoli decalcificati e acidificati di rilievi costituiti da rocce carbonatiche, in particolare in corrispondenza di zone con morfologia sub-pianeggiante o a debole pendenza, che favorisce la formazione di suoli più ricchi e profondi.
Riferimenti sintassonomici
Nardo-Agrostion caninae Cortini-Pedrotti et al. 1973;
Cirsio vallis-demoni-Nardion Giacomini et Gentile ex Di Pietro et Theurillat in Di Pietro et al. 2015.
Specie guida
Avenella flexuosa (L.) Drejer subsp. flexuosa; Bellardiochloa variegata (Lam.) Kerguélen subsp. variegata; Brachypodium genuense (DC.) Roem. & Schult.; Nardus stricta L.; Ajuga tenorei C.Presl; Campanula micrantha Bertol.; Cirsium vallis-demonii Lojac.; Danthonia decumbens (L.) DC. subsp. decumbens; Dianthus deltoides L. subsp. deltoides; Luzula spicata (L.) DC. subsp. italica (Parl.) Arcang.; Omalotheca sylvatica (L.) Sch.Bip. & F.W.Schultz; Pedicularis tuberosa L.; Ranunculus breyninus Crantz; Ranunculus pollinensis (N.Terracc.) Chiov.; Sagina glabra (Willd.) Fenzl; Viola calcarata L. subsp. calcarata
Interesse conservazionistico nazionale
Praterie seminaturali abbastanza diffuse nell’Appennino Centrale e Meridionale, di norma pascolate, a discreta naturalità, spesso caratterizzate da una buona ricchezza floristica e abbondanza di endemismi. Da sottolineare che la ricchezza floristica di queste praterie è inversamente proporzionale all’intensità del pascolamento; viceversa, in assenza di interventi agro-pastorali, questo habitat è destinato ad essere invaso da specie arbustive o arboree. Quindi è un habitat facilmente soggetto a riduzione, anche per via dell’abbandono della pastorizia.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato, solo per il Manuale Italiano, in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat prioritario 6230* e in All. A della European Red List of habitats, parzialmente incluso nell’habitat E1.7, di categoria Vulnerable.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| ~ | 35.72-Southern Italian mat-grass swards and related communities |
EUNIS 2012
| ~ | E1.832-Southern Italian Nardus stricta swards and related communities |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| < | 6230*-Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale) |
European Red List of Habitats 2022
| <> | E1.7-Lowland to submontane, dry to mesic Nardus grassland | Categoria EU28: Vulnerable |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
|
|
|
| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Roberto Bagnaia, Alberto Cardillo
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco