Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 03/11/2025

Codice habitat: C.133
Praterie compatte alpine dell'Appennino centrale e meridionale

Descrizione

Praterie compatte mesofile a manto erboso basso, presenti al di sopra del limite del bosco, nel piano subalpino ed alpino, con penetrazioni nel piano nivale, dell’Appennino centrale e meridionale, laddove la presenza significativa di suolo permette la formazione di praterie continue e chiuse. Infatti questo habitat, sebbene sia diffuso in contesti vari, si sviluppa tipicamente in presenza di suoli evoluti, che generalmente si formano su morfologie dolci o pianeggianti e terreni acidi, come quelli dei rilievi costituiti da rocce silicatiche o, nel caso di rilievi calcarei e dolomitici, più o meno decalcificati. Sebbene quindi si rinvenga maggiormente su substrati a litologia silicatica, è presente anche su substrati carbonatici, in modo particolare in corrispondenza di pendii e crinali poco inclinati, conche e pianori, dove la morfologia favorisce la formazione di suoli più ricchi e profondi.
Queste praterie possono avere carattere primario, soprattutto nel piano alpino, ma di norma sono pascolate con pascolo brado, più frequente nel piano subalpino. Dal punto di vista vegetazionale sono caratterizzate da specie erbacee acidofile con prevalenza di graminacee. Tra queste la più tipica è, se presente, Nardus stricta; se assente si fa riferimento, comunque, a comunità vegetali correlate a questa specie. Si differenziano dalle Praterie compatte montane acidofile dell’Appennino centrale e meridionale (C.223), alle quali lasciano il posto nel sottostante piano montano, per la presenza di specie di carattere francamente alpino. I limiti tra questi due tipi di praterie sono sfumati, in quanto soprattutto legati a fattori composizionali, con una fascia di transizione a cavallo dei piani subalpino e altimontano. Queste formazioni prative compatte alpine possono inoltre ospitare anche specie caratteristiche delle Vallette nivali (C.141), delle Lande a ginepri prostrati (D.113) e delle Brughiere a mirtilli dell’Appennino (D.115), di cui rappresentano comunemente la matrice prativa. Un carico eccessivo di pascolamento può alterarne la composizione floristica originaria, causando nei casi più estremi una evoluzione verso l’habitat delle Praterie eutrofiche pascolate temperate (C.224); viceversa l’abbandono del pascolo, fenomeno attualmente molto diffuso in Appennino, determina, nelle porzioni subalpine di queste praterie, la rapida ingressione di specie arbustive e l’evoluzione dell’habitat in brughiera.


Regione Biogeografica

Alpina/Continentale/Mediterranea


Macrobioclima

Temperato


Piano altitudinale

Subalpino/Alpino


Geoambienti

Versanti e pendii generalmente a bassa acclività, crinali, pianori, conche e vallecole sopra il limite del bosco, nei piani alpino e subalpino dei rilievi dell’Appennino centrale e meridionale, laddove la presenza di suolo e la disponibilità idrica permette la formazione di praterie continue e chiuse.
Sono presenti sia su suoli acidi di rilievi costituiti da litologie silicatiche che su suoli più o meno decalcificati e acidificati di rilievi costituiti da rocce carbonatiche.
In corrispondenza dei pendii più acclivi queste praterie sono spesso caratterizzate da soliflussi.


Riferimenti sintassonomici

Gentianello columnae-Festucetalia italicae Di Pietro, Terzi et Fortini 2017.


Specie guida

Bellardiochloa variegata (Lam.) Kerguélen subsp. variegata; Festuca violacea Ser. ex Gaudin subsp. italica Foggi, Gr.Rossi & Signorini; Luzula spicata (L.) DC. subsp. italica (Parl.) Arcang.; Nardus stricta L.; Ajuga tenorei C.Presl; Alopecurus gerardi Vill.; Brachypodium genuense (DC.) Roem. & Schult.; Crocus vernus (L.) Hill; Luzula pindica (Hausskn.) Chrtek & Křísa; Nigritella widderi Teppner & E.Klein; Plantago atrata Hoppe subsp. atrata; Potentilla rigoana Th.Wolf; Ranunculus apenninus (Chiov.) Pignatti; Ranunculus pollinensis (N.Terracc.) Chiov.; Taraxacum apenninum (Ten.) DC.; Trifolium noricum Wulfen subsp. praetutianum (Savi) Arcang.; Trifolium thalii Vill.; Viola aethnensis (Ging. & DC.) Strobl subsp. splendida (W.Becker) Merxm. & Lippert


Interesse conservazionistico nazionale

Praterie ipsofile, spesso pascolate con pascolo brado, che presentano una elevata naturalità e sono caratterizzate da una certa ricchezza floristica e abbondanza di endemismi.
Nella fascia subalpina, a causa dell’abbandono della pastorizia, queste praterie sono in riduzione, invase dalle specie della brughiera. Inoltre, come tutte le praterie alpine dell’Appennino, sono minacciate dal riscaldamento climatico globale e, localmente, dalla fruizione turistica della montagna.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat 6170 che, pur essendo tipico di substrati carbonatici, include anche queste praterie acidofile.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

= 36.38-Oro-Apennine closed grasslands

EUNIS 2012

= E4.38-Oro-Apennine closed grassland

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

< 6170-Alpine and subalpine calcareous grasslands
L’habitat Palaearctic 36.38, e quindi il corrispondente C.133 di Carta della Natura, è incluso nel codice di Direttiva 6170 pur non essendo una prateria calcifila.

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

< 6170-Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine
L’habitat Palaearctic 36.38, e quindi il corrispondente C.133 di Carta della Natura, è incluso nel codice di Direttiva 6170 pur non essendo una prateria calcifila.

European Red List of Habitats 2022

< E4.3b-Temperate acidophilous alpine grassland Categoria EU28: Least Concern


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Roberto Bagnaia, Lucilla Laureti
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco