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Ultimo aggiornamento: 03/11/2025
Codice habitat: C.113
Praterie a zolle dei crinali ventosi dell'Appennino
Descrizione
Praterie primarie meso-xerofile di alta quota con struttura a zolle, relativamente chiuse, caratterizzate dalla dominanza di Carex myosuroides (syn. Elyna myosuroides), localizzate su creste, crinali e cime ventose nei piani alpino delle montagne più elevate dell’Appennino centrale Laziale-Abruzzese, con penetrazioni locali nel piano nivale. Qui il microclima è aspro anche a causa della bassa permanenza della coltre protettiva nevosa, spazzata via dai venti dominanti. L’ambiente fisico, per collocazione e microclima, è simile a quello degli habitat dei crinali sassosi e rocciosi alpini con vegetazione pioniera (F.121, F.122 e F.123), con la differenza che questo habitat occupa zone dove una maggiore disponibilità di suolo favorisce la formazione delle zolle prative e si sviluppa con esse, costituendo praterie, seppure di limitate dimensioni e frammentate.
Le Praterie a zolle dei crinali ventosi dell’Appennino, sviluppate su fasce sommitali meno acclivi di quelle occupate dalle praterie di versante, si instaurano tipicamente su substrati calcarei e dolomitici, come su Gran Sasso e Majella, ma si rinvengono anche sui crinali più elevati dei Monti della Laga, su substrati arenacei e marnosi.
Le specie vegetali presenti sono di tipo artico-alpino e sub-boreale, principalmente graminacee e, a cominciare dalla caratteristica elina, sono adattate a vivere in condizioni ambientali estreme (venti violenti, basse temperature invernali con lunghi periodi di gelo, forti escursioni termiche, scarsità di suolo e di risorse idriche), che tra l’altro determinano disidratazione da gelo in inverno e sono quindi provviste di tessuti che assicurano il sostegno anche se la pianta è disidratata.
Questo habitat occupa superfici di solito molto ridotte e frammentarie, ristretto lungo creste e crinali, e si trova a mosaico con gli altri habitat presenti nelle aree sommitali di alta quota dell’Appennino centrale, afferenti alle Praterie alpine e subalpine (C.1) ed agli Ambienti rupestri e detritici (F.1), per cui viene cartografato solo laddove assume dimensioni significative.
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale
Macrobioclima
Temperato
Piano altitudinale
Alpino/Nivale
Geoambienti
Creste, crinali, cime e vette nei piani nivale e alpino dei rilievi più elevati dell’Appennino centrale Laziale-Abruzzese sottoposti all’azione di venti, anche di forte intensità. Questi ultimi determinano una scarsa copertura nevosa anche d’inverno e, insieme alle basse temperature invernali ed alle forti escursioni termiche, fanno sì che i terreni presentino una scarsa disponibilità di acqua nelle stagioni fredde, a causa del congelamento, e siano soggetti a deflazione e crioturbazione. Pur essendo collocato in un ambiente fisico simile a quello dei crinali sassosi e rocciosi alpini con vegetazione pioniera, in questo habitat c’è maggiore disponibilità di suolo, formato da particelle fini che permette la formazione di zolle erbose. La presenza di suolo, determinante per la formazione di questo tipo di praterie, è favorita anche dalla ridotta acclività delle zone di crinale rispetto alle zone di versante, che rende possibile la deposizione delle particelle che lo costituiscono.
Queste praterie prediligono substrati a litologia carbonatica (calcari e dolomie), presenti ad esempio su Gran Sasso e Majella, ma si rinvengono anche nei rilievi a litologia silicatica arenacei e marnosi dei Monti della Laga.
Riferimenti sintassonomici
Oxytropido-Kobresion myosuroidis Br.-Bl. (1948) 1949 nom. mut. propos. Rivas-Martínez, Diaz, Fernández-González, Izco, Loidi, Lousa & Penas 2002.
Specie guida
Carex myosuroides Vill.; Carex rupestris All.; Edraianthus graminifolius (L.) A.DC. subsp. graminifolius; Erigeron epiroticus (Vierh.) Halácsy; Gentiana nivalis L.; Leontopodium nivale (Ten.) Hand.-Mazz.; Oxytropis neglecta J.Gay ex Ten.; Potentilla crantzii (Crantz) Beck ex Fritsch subsp. crantzii
Interesse conservazionistico nazionale
Praterie primarie di alta quota a massima naturalità, localizzate in modo frammentario in ristrette zone di cresta, crinale e vetta molto specifiche, a limitata diffusione, composte da poche specie vegetali caratteristiche ed estremamente specializzate. Sono minacciate dal riscaldamento climatico globale e, localmente, dalla fruizione turistica della montagna.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat 6170.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| = | 36.424-Apennine naked-rush swards |
EUNIS 2012
| = | E4.424-Apennine naked-rush swards |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
| < | 6170-Alpine and subalpine calcareous grasslands |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| < | 6170-Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine |
European Red List of Habitats 2022
| < | E4.4b-Alpine and subalpine calcareous grassland of the Balkan and Apennines | Categoria EU28: Least Concern |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Roberto Bagnaia, Lucilla Laureti
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco