![]() |
Ultimo aggiornamento: 20/10/2025
Codice habitat: B.423
Torbiere di transizione
Descrizione
Le torbiere di transizione, come espresso dalla loro definizione, sono intermedie tra le torbiere basse e quelle alte, dipendenti sia da apporto idrico di falda freatica, sia da acque meteoriche con contenuto in sostanze nutritive variabile, da oligotrofiche a mesotrofiche.
Esse si possono sviluppare su diversi tipi di substrati e sono caratterizzate da un profilo topografico piatto o ondulato, con piccoli dossi, pozze con vegetazione acquatica, depressioni spesso allagate e colonizzate da “praterie galleggianti” (aggallati).
Le torbiere di transizione sono presenti dal piano montano all’alpino, in prevalenza sulle Alpi e, sempre in ambito bioclimatico temperato, in rarissimi casi in Appennino.
Le specie che vivono in questi ambienti sono molte e diversificate, prevalentemente carici di media taglia, sfagni e altre briofite. Sono inclusi i tappeti galleggianti a Carex lasiocarpa; le formazione di margine delle torbiere a Carex diandra; quelle a Carex rostrata e quelle a Carex limosa. Inoltre possono essere presenti a mosaico anche piccole depressioni su substrati torbosi o sabbiosi con comunità pioniere del Rhyncosporion.
Possono essere presenti anche comunità acquatiche e anfibie nelle pozze, e l’habitat di torbiera può essere infiltrato da specie tipiche dei canneti e dei cariceti.
Spesso la vegetazione delle torbiere di transizione può presentarsi a mosaico, anche su superfici assai ristrette, con quella di altri tipi di torbiere come torbiere acide, oppure alcaline, su suoli basici o debolmente acidi. Ai fini cartografici l’attribuzione si effettua in base all’aspetto più significativo della torbiera, sia dal punto di vista idrologico sia floristico-vegetazionale.
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale
Macrobioclima
Temperato
Piano altitudinale
Subalpino/Alpino
Geoambienti
Ambienti caratterizzati da presenza d’acqua, sia per alimentazione da acqua di falda, sia per accumulo di acque meteoriche: conche, depressioni, pianori e pendii a debole pendenza, paludi, sponde di laghi e laghetti, corsi d’acqua a lento deflusso e ambienti di sorgente.
Riferimenti sintassonomici
Caricion lasiocarpae Vanden Berghen in Lebrun et al. 1949.
Specie guida
Calliergonella cuspidata (Hedw.) Loeske; Calliergon giganteum (Schimp.) Kindb.; Carex canescens L.; Carex chordorrhiza L.f.; Carex diandra Schrank; Carex lasiocarpa Ehrh.; Carex limosa L.; Carex nigra (L.) Reichard subsp. nigra; Carex rostrata Stokes; Drosera intermedia Hayne; Drosera rotundifolia L.; Epilobium palustre L.; Eriophorum angustifolium Honck. subsp. angustifolium; Eriophorum scheuchzeri Hoppe; Eriophorum vaginatum L.; Hieracium amplexicaule L. subsp. chenevardianum Zahn; Lycopodiella inundata (L.) Holub; Menyanthes trifoliata L.; Metzgeria pinguis (L.) Corda; Molinia caerulea (L.) Moench; Pedicularis palustris L. subsp. palustris; Rhynchospora alba (L.) Vahl; Rhynchospora fusca (L.) W.T.Aiton; Scheuchzeria palustris L.; Sphagnum angustifolium (C. Jens. ex Russ.) C. Jens.; Sphagnum cuspidatum Ehrhart ex Hoffmann; Sphagnum fimbriatum Wilsonteres (Schimper) Ångström ex Wilson & J.D. Hooker in J.D. HookerC. Hartman; Sphagnum flexuosum Dozy & Molkenboerwarnstorfii Russow; Sphagnum papillosum Lindberg ; Sphagnum recurvum Palisot de Beauvois; Sphagnum subsecundum Nees ex Sturm; Trichophorum alpinum (L.) Pers.; Trichophorum cespitosum (L.) Hartm. subsp. cespitosum; Viola palustris L.; Wanstorfia fluitans (Hedwig) Loeske
Interesse conservazionistico nazionale
Habitat di elevatissimo pregio naturale, piuttosto raro, presente su superfici generalmente di piccole dimensioni a distribuzione frammentaria, in contesti geoambientali peculiari che ne determinano l’esistenza e la sopravvivenza.
L’habitat delle torbiere di transizione, come quello delle torbiere in genere, rappresenta una potenziale riserva di acqua dolce; è molto ricco di biodiversità, sia animale sia vegetale.
Si tratta di un habitat vulnerabile alle variazioni delle acque di falda, in termini quantitativi e qualitativi, ed alle variazioni climatiche di regime pluviometrico e di temperatura. Altri fattori di disturbo possono essere rappresentati da pascolo intenso e/o calpestio di fauna selvatica oltre che da diverse attività antropiche quali ad esempio le bonifiche o quelle in contesti turistico-sciistici.
A livello europeo l’interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Dir. 92/43/CEE, con l’habitat 7140 e in All. A della European Red List of habitats con l’habitat D2.2c, di categoria Vulnerable e con l’habitat D2.3a, di categoria Vulnerable.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| ~ | 54.5-Transition mires |
| <> | 54.6-White beak-sedge and mud bottom communities |
EUNIS 2012
| ~ | D2.3-Transition mires and quaking bogs |
| <> | D2.3H-Wet, open, acid peat and sand, with Rhynchospora alba and Drosera |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
| ~ | 7140-Transition mires and quaking bogs |
| <> | 7150-Depressions on peat substrates of the Rhynchosporion |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| < | 7140-Torbiere di transizione e instabili |
| <> | 7150-Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion |
European Red List of Habitats 2022
| ~ | D2.2c-Intermediate fen and soft-water spring mire | Categoria EU28: Vulnerable | Categoria EU28+: Near Threatened |
| <> | D2.3a-Non-calcareous quaking mire | Categoria EU28: Vulnerable |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
|
||
| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Lucilla Laureti
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco