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Ultimo aggiornamento: 17/10/2025
Codice habitat: B.422
Torbiere basse acide
Descrizione
Torbiere basse, che si sviluppano in luoghi inondati da acque di falda povere in basi, con scarso contenuto di elementi nutritivi, connesse ad acquiferi in rocce silicatiche o comunque non carbonatiche.
Sono presenti dal piano collinare al subalpino sulle Alpi, in Appennino settentrionale, in rari esempi in Appennino centrale e meridionale, e in Sicilia.
La vegetazione è dominata da carici di piccola taglia e sfagni, ma spesso vi si associano specie dei molinieti e magnocariceti.
In base a specie dominanti e localizzazione, sono comprese: le formazioni di sponda a Eriophorum scheuchzeri; le paludi con Carex nigra e Eriophorum angustifolium; le paludi acide montane e subalpine a Trichophorum cespitosum; le formazioni dell’Appennino meridionale e quelle a Carex nigra ssp. intricata dei Nebrodi.
In questo habitat possono essere presenti comunità pioniere del Rhyncosporion, presenti a mosaico in piccole depressioni, non cartografabili autonomamente.
Le formazioni dell’Appennino meridionale e della Sicilia rappresentano le stazioni più meridionali dell’habitat, al limite del loro areale, isolate, frammentate, in condizioni di aridità climatica e impoverite dal punto di vista floristico.
Si tratta di ambienti complessi, anche perché spesso caratterizzati dalla coesistenza a mosaico di altri differenti tipi di ambienti umidi e di torbiera, generalmente su superfici molto limitate. In particolare può risultare difficile distinguere le torbiere basse acide dalle Torbiere di transizione (B.423); ai fini cartografici l’attribuzione si effettua in base all’aspetto più significativo della torbiera, sia dal punto di vista idrologico, sia floristico-vegetazionale.
Regione Biogeografica
Alpina/Continentale/Mediterranea
Macrobioclima
Temperato/Mediterraneo
Piano altitudinale
Collinare/Montano/Subalpino
Geoambienti
Ambienti con affioramento, fuoriuscita o lento scorrimento di acqua di falda da acquiferi di rocce silicatiche, in conche, depressioni, pianori e pendii a debole pendenza, paludi, sponde di laghi e di corsi d’acqua a lento deflusso e ambienti di sorgente.
Riferimenti sintassonomici
Caricetalia fuscae Koch 1926.
Specie guida
Bryum ventricosum Dicks; Carex canescens L.; Carex echinata Murray; Carex nigra (L.) Reichard subsp. intricata (Tineo) Rivas Mart.; Carex nigra (L.) Reichard subsp. nigra; Carex panicea L.; Climacium dendroides (Hedw.) Web. & Mohr; Drepanocladus aduncus (Hedw.) Warnst.; Eriophorum angustifolium Honck. subsp. angustifolium; Eriophorum scheuchzeri Hoppe; Sphagnum capillifolium (Ehrhart) Hedwig.; Sphagnum cuspidatum Ehrhart ex Hoffmann; Sphagnum subsecundum Nees ex Sturm; Trichophorum cespitosum (L.) Hartm. subsp. cespitosum
Interesse conservazionistico nazionale
Habitat di elevata qualità ambientale, raro, limitato su piccole superfici a distribuzione frammentaria, in contesti geoambientali, idrogeologici e geomorfologici peculiari, che ne determinano l’esistenza e la sopravvivenza.
E’ un habitat importante per la biodivesità, soprattutto animale ed è molto sensibile, in primo luogo alle variazioni sia quantitative che qualitative delle acque di falda, che possono derivare da fattori climatici ed antropici.
Le rarissime torbiere basse acide dell’Appennino meridionale e dei Nebrodi rappresentano una vera e propria emergenza naturalistica, di estremo valore biogeografico, poiché al limite meridionale dell’areale di questi ambienti a gravitazione medio-europea. Sono presenti in frammenti di piccolissime dimensioni, isolati e relittuali; per ragioni macroclimatiche subiscono forte stress idrico durante il periodo estivo e dal punto di vista floristico risultano molto impoverite.
L’interesse conservazionistico è contemplato nel Manuale italiano di interpretazione degli Habitat di All.1 della Dir. 92/43/CEE con l’habitat 7140, al quale diversi autori riferiscono comunità dell’ordine Caricetalia fuscae citando espressamente almeno gli aspetti dell’habitat presenti in Appennino centro-meridionale e Sicilia.
A livello europeo inoltre l’interesse conservazionistico è contemplato in All. A della European Red List of habitats con l’habitat D2.3a, di categoria Vulnerable.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| ~ | 54.4-Acidic fens |
| <> | 54.6-White beak-sedge and mud bottom communities |
EUNIS 2012
| ~ | D2.2-Poor fens and soft-water spring mires |
| <> | D2.3H-Wet, open, acid peat and sand, with Rhynchospora alba and Drosera |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
| <> | 7150-Depressions on peat substrates of the Rhynchosporion |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| < | 7140-Torbiere di transizione e instabili |
| <> | 7150-Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion |
European Red List of Habitats 2022
| < | D2.2a-Poor fen | Categoria EU28: Vulnerable | Categoria EU28+: Least Concern |
| <> | D2.3a-Non-calcareous quaking mire | Categoria EU28: Vulnerable |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Lucilla Laureti
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco