Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 17/10/2025

Codice habitat: B.411
Torbiere alte

Descrizione

Torbiere alte naturali o prossimo naturali, di origine ombrogena, principalmente alimentate da acque piovane, acide, povere di nutrienti minerali. Sono distribuite nei settori a maggiore piovosità in ambito bioclimatico temperato, nei piani altitudinali da montano ad alpino, sulle Alpi e in rare stazioni in Appennino settentrionale.
Le torbiere alte rappresentano un habitat naturale molto raro, limitato a superfici di ridotte dimensioni, in peculiari contesti geoambientali che assicurano la presenza e la permanenza di acqua meteorica.
Sono dominate da vegetazione perenne in prevalenza costituita da specie del genere Sphagnum, che garantiscono la formazione della torba, da cui deriva il termine di torbiere “attive”. Gli sfagni costituiscono tappeti dai quali possono leggermente sopraelevarsi dei “cumuli”, a morfologia debolmente convessa rispetto al piano campagna. Si crea un andamento topografico lievemente ondulato e nelle zone depresse o nelle conche relativamente più profonde generalmente si accumula l’acqua piovana, svincolata da contatti con la falda freatica.
Agli sfagni si accompagnano altre specie dei generi Carex, Drosera, Eriophorum, Andromeda. A seconda della posizione occupata all’interno di questo ambiente, le cenosi vegetali si differenziano in: comunità delle sommità dei cumuli di sfagni; comunità di depressioni saltuariamente riempite d’acqua o di pozze d’acqua; comunità dei rivoli di sgrondo che consentono all’acqua di circolare e defluire.
In questo habitat si considerano incluse le comunità pioniere del Rhyncosporion, talora presenti a mosaico in piccole depressioni, non cartografabili autonomamente.
Gli stadi precoci dell’evoluzione naturale di una torbiera sono spesso riconoscibili nel mosaico vegetazionale dell’habitat e sono rappresentati dalla colonizzazione, a partire dalla superficie superiore dei cumuli di sfagni, dapprima di specie erbacee, poi arbustive quali ad esempio Vaccinum spp., o a volte, Calluna vulgaris, per proseguire con piante isolate di pino mugo, pino silvestre, abete rosso, betulla.
Possono inoltre essere incluse eventuali aree recentemente degradate per cause antropiche, ma ancora suscettibili di rigenerazione, purché l’alterazione dell’habitat non abbia già determinato un disseccamento e un impoverimento floristico irreversibili e la trasformazione della torbiera verso altri tipi di habitat.
Spesso all’interno delle torbiere alte attive possono essere presenti, a mosaico e distribuite su superfici anche assai piccole, diverse comunità vegetali caratteristiche di altri tipi di torbiere come torbiere di transizione o torbiere basse acide; ai fini cartografici l’attribuzione si effettua in base all’aspetto più significativo, sia dal punto di vista idrologico sia floristico-vegetazionale.


Regione Biogeografica

Alpina/Continentale/Mediterranea


Macrobioclima

Temperato


Piano altitudinale

Montano/Subalpino/Alpino


Geoambienti

Zone sub-pianeggianti o con acclività bassa o nulla in aree ad elevata piovosità, dove è possibile la presenza e l’accumulo di acqua meteorica: fondovalle, conche, depressioni e pianori ove il livello dell’acqua è svincolato da quello della falda freatica, che generalmente si mantiene più in basso.


Riferimenti sintassonomici

Sphagnetalia medii Kästner et Flössner 1933 (Mucina et al.,2016).


Specie guida

Andromeda polifolia L.; Carex diandra Schrank; Carex lasiocarpa Ehrh.; Carex limosa L.; Carex nigra (L.) Reichard; Carex pauciflora Lightf.; Carex rostrata Stokes; Drosera anglica Huds.; Drosera intermedia Hayne; Drosera rotundifolia L.; Eleocharis mamillata (H.Lindb.) H.Lindb. subsp. austriaca (Hayek) Strandh.; Eriophorum vaginatum L.; Hieracium dasytrichum Arv.-Touv. subsp. neopolytrichum (Arv.-Touv.) Greuter; Rhynchospora alba (L.) Vahl; Rhynchospora fusca (L.) W.T.Aiton; Scheuchzeria palustris L.; Sphagnum compactum de Candolle ex Lamarck & de Candolle; Sphagnum fuscum Nodum; Sphagnum imbricatum Hornsch. ex Russ.; Sphagnum magellanicum Brid.; Sphagnum rubellum Wilson; Trichophorum cespitosum (L.) Hartm. subsp. cespitosum; Utricularia minor L.; Vaccinium microcarpum (Turcz. ex Rupr.) Schmalh.; Vaccinium oxycoccos L.


Interesse conservazionistico nazionale

Habitat di elevatissimo pregio naturale, raro, generalmente presente su piccole superfici a distribuzione frammentaria, in contesti geoambientali e idrologici peculiari, che ne determinano l’esistenza e la sopravvivenza.
L’habitat delle torbiere alte acide, come quello delle torbiere in genere, rappresenta una potenziale riserva di acqua dolce; è ricco di biodiversità, sia animale sia vegetale ed è molto vulnerabile: in primo luogo è sensibile ai cambiamenti climatici ed in particolare alle variazioni di precipitazioni meteoriche, sia in termini di siccità sia di eventi alluvionali; in secondo luogo l’habitat risente di alterazioni chimiche dell’acqua e di alterazioni del sistema idrologico generale; altri fattori di disturbo possono essere rappresentati da pascolo intenso e/o calpestio di fauna selvatica oltre che da diverse attività antropiche, quali ad esempio le attività di esbosco, le bonifiche o quelle in contesti turistico-sciistici. Inoltre le torbiere rappresentano una potenziale riserva di acqua dolce.
A livello europeo l’interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Dir. 92/43/CEE con l’habitat prioritario 7110* e in All.A della European Red List of habitats con l’habitat D1.1, di categoria EU28 Endangered.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

~ 51.1-Near-natural raised bogs
> 51.2-Purple moorgrass bogs
<> 54.6-White beak-sedge and mud bottom communities
L’habitat B.411 di Carta della Natura è analogo all’habitat Palaearctic 51.1. Potrebbe marginalmente includere aspetti dell’habitat Palaearctic 51.2, relativo a torbiere debolmente degradate passibili di rigenerazione naturale, e dell’habitat 54.6 relativo alle comunità pioniere del Rhyncosporion.

EUNIS 2012

~ D1.11-Active, relatively undamaged raised bogs
> D1.12-Damaged, inactive bogs
<> D2.3H-Wet, open, acid peat and sand, with Rhynchospora alba and Drosera
L’habitat B.411 di Carta della Natura è analogo all’habitat EUNIS D1.11. Potrebbe marginalmente includere aspetti dell’habitat EUNIS D1.12, relativo a torbiere debolmente degradate passibili di rigenerazione naturale, e dell’habitat D2.3H relativo alle comunità pioniere del Rhyncosporion.

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

~ 7110*-Active raised bogs
> 7120-Degraded raised bogs still capable of natural regeneration
<> 7150-Depressions on peat substrates of the Rhynchosporion
L’habitat B.411 di Carta della Natura è analogo all’habitat 7110*. Potrebbe marginalmente includere aspetti dell’habitat 7120, relativo a torbiere debolmente degradate passibili di rigenerazione naturale, e dell’habitat 7150 relativo alle comunità pioniere del Rhyncosporion, pertanto l’attribuzione all’uno o agli altri habitat è valutata caso per caso.

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

~ 7110*-Torbiere alte attive
> 7120-Torbiere alte degradate ancora suscettibili di rigenerazione naturale
<> 7150-Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
L’habitat B.411 di Carta della Natura è analogo all’habitat 7110*. Potrebbe marginalmente includere aspetti dell’habitat 7120, relativo a torbiere debolmente degradate passibili di rigenerazione naturale, e dell’habitat 7150 relativo alle comunità pioniere del Rhyncosporion, pertanto l’attribuzione all’uno o agli altri habitat è valutata caso per caso.

European Red List of Habitats 2022

= D1.1-Raised bog Categoria EU28: Endangered Categoria EU28+: Vulnerable


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Lucilla Laureti
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco