Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 05/11/2025

Codice habitat: B.224
Greti nudi o con vegetazione a carattere temperato

Descrizione

Greti di corsi d’acqua localizzati in ambito bioclimatico temperato, privi di vegetazione o con vegetazione più o meno rada. Sono costituiti da depositi grossolani, ciottolosi e ghiaiosi, in subordine sabbiosi, caratterizzati da estrema scarsità di materiali organici e humus. Occupano aree golenali e letti di torrenti e fiumi dei versanti e dei fondovalle interni delle Alpi, dell’Appennino e delle fasce collinari, e quelle dei tratti di pianura aperta, laddove l’energia della corrente è significativa e non permette la deposizione di sedimenti fini.
Se presente, la vegetazione vascolare è di norma discontinua, costituita da specie erbacee effimere e suffruticose e specie basso arbustive sparse, entrambe a carattere temperato ed adattate ad ambienti ciottolosi e ghiaiosi mobili periodicamente inondati, e muschi degli ambienti ripariali e dei macereti. La composizione floristica varia dal tipo artico-alpino nei greti ubicati in aree più fredde, per quota ed esposizione, ad una alpino-montana dei greti ubicati in contesti microclimatici meno freschi, fino ad una vegetazione legata ad un contesto planiziale in ambito temperato, simile alla precedente ma con penetrazione anche significativa di specie sinantropiche, ruderali e nitrofile dovuta al peggioramento delle condizioni ecologiche in contesti maggiormente antropizzati. Queste varianti presentano comunque caratteri comuni e spazialmente mostrano passaggi graduali ed articolati, per cui sono state comprese in un unico habitat.
Ambiente estremamente dinamico, con depositi ghiaioso-ciottolosi mobilizzati dai flussi delle acque correnti, che presentano significative variazioni stagionali, con alternanza di fasi di secca e fasi di inondazione, spesso concentrate in eventi alluvionali di particolare intensità, che asportano i materiali fini e la vegetazione, ostacolando così l’attecchimento di una stabile vegetazione riparia e la formazione di suolo. Pertanto il regime idrologico del corso d’acqua condiziona fortemente la formazione e l’evoluzione dei greti.
I greti sono ambienti allungati lungo i corsi d’acqua, e possono presentare dimensioni molto varie, che vanno da strette fasce di dimensioni difficilmente cartografabili, come nei greti dei piccoli torrenti, fino ad occupare interi fondovalle o divagare nelle pianure aperte alluvionali, in corrispondenza di grandi fiumi. Tuttavia la maggior parte dei greti sono limitati a fasce ristrette, per cui vengono cartografati solo laddove assumono estensioni significative.
Questo habitat è di norma strettamente mosaicato con gli altri habitat legati alle acque correnti (Ambienti fluviali - categoria B.2) e con quelli delle formazioni ripariali e di sponda (Ambienti di riva fluviale, lacustre e palustre - categoria B.3), per cui non è infrequente che nella cartografia questo ambiente includa o venga incluso in qualcuno di questi, a seconda della dominanza in estensione. Inoltre, in ambito alpino e subalpino, si sviluppa spesso in continuità con gli habitat dei ghiaioni, afferenti al gruppo F.13, simili dal punto di vista del substrato ma diversi per fattore morfogenetico principale: scorrimento idrico intermittente per i greti, gravità per i ghiaioni.
Considerando la dinamica a cui è sottoposto, la forma e la distribuzione reciproca di questo habitat rispetto agli altri habitat legati alle acque fluviali è variabile nel tempo, anche stagionalmente o episodicamente in funzione degli eventi di piena e di magra, per cui quanto riportato in carta rappresenta un’istantanea dell’ortofoto di riferimento: in un'altra data la sua estensione e forma potrebbero essere diversi, o la stessa area potrebbe essere occupata da un altro habitat fluviale o ripario presente in legenda.


Regione Biogeografica

Alpina/Continentale/Mediterranea


Macrobioclima

Temperato


Piano altitudinale

Costiero/Planiziale/Collinare/Montano/Subalpino/Alpino/Nivale


Geoambienti

Alvei ed aree golenali di torrenti e fiumi ubicati in ambito temperato invasi periodicamente da acque correnti ad alta energia, che non permettono la deposizione di sedimenti fini e la formazione di suolo, per cui i depositi sono tipicamente ghiaiosi e ciottolosi.
Il greto si sviluppa lungo impluvi e vallecole sui versanti, e nei fondovalle fluviali e nelle pianure aperte alluvionali. Le dimensioni sono estremamente variabili, si va da uno stretto letto ciottoloso a veri e propri sistemi articolati in canali, barre, isole e letti più o meno ampi. Quindi, anche se comunemente occupa strette fasce, il greto può anche raggiungere dimensioni significative, fino a costituire piane alluvionali ghiaioso-ciottolose, come nel caso dei fiumi con tipico corso a canali intrecciati (braided).
Il deposito del greto e tutti gli elementi geomorfologici presenti sono mobili e quindi soggetti ad una forte dinamica dovuta all’azione delle acque correnti, che raggiunge la massima potenza durante gli eventi di piena. E’ in concomitanza di questi eventi che l’azione erosiva e morfogenetica della corrente risulta particolarmente intensa.
Il regime del corso d’acqua condiziona la formazione e la evoluzione dei greti: i greti alpini e montani sono caratterizzati da un regime idrologico essenzialmente nivo-glaciale sulle Alpi e nivale in Appennino, con deflusso di piena rispettivamente tardo primaverile-inizio estate e primaverile, corrispondente alla fusione dei ghiacciai e delle nevi, quelli delle valli alpine ed appenniniche, delle fasce collinari e planiziali in ambito temperato presentano un regime misto nivo-pluviale, con massimi primaverili ed autunnali.


Riferimenti sintassonomici

Epilobietalia fleischeri Moor 1958.


Specie guida

Calamagrostis pseudophragmites (Haller f.) Koeler subsp. pseudophragmites; Carex buekii Wimm.; Carex repens Bellardi; Chamaenerion dodonaei (Vill.) Schur ex Fuss; Chamaenerion fleischeri (Hochst.) Fritsch; Chondrilla chondrilloides (Ard.) H.Karst.; Equisetum ramosissimum Desf.; Erigeron acris L. subsp. angulosus (Gaudin) Vacc.; Leontodon berinii (Bartl.) Roth; Myricaria germanica (L.) Desv.; Pilosella piloselloides (Vill.) Soják subsp. piloselloides; Saxifraga bryoides L.; Scrophularia canina L.; Scrophularia hoppi W.D.J.Koch; Tolpis staticifolia (All.) Sch.Bip.


Interesse conservazionistico nazionale

Habitat molto caratteristico e soggetto a grande dinamismo, soprattutto dal punto di vista geomorfologico. La vegetazione, a causa dell’ambiente molto selettivo, è limitata a un ristretto numero di entità specializzate, adattate a periodici eventi di sommersione e ai substrati grossolani, che la rendono molto peculiare.
Questo habitat e gli altri ambienti legati al sistema dei corsi d’acqua, nel loro insieme, possono svolgere l’importante funzione di corridoio ecologico, in particolare all’interno di contesti antropici, e sono importanti per la fauna selvatica.
Spesso i greti sono minacciati, impattati e contratti dalle attività umane, a cominciare dalle alterazioni prodotte dalle opere di regimazione idraulica, di artificializzazione dell’alveo, dall’attività estrattiva di ghiaia e sabbia, dall’inquinamento e dalla penetrazione di specie esotiche invasive.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è parzialmente contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con gli habitat 3220 e 3230, e in All. A della European Red List of habitats con l’habitat di categoria Vulnerable C3.5d, tutti relativi alle varianti vegetate alpine e montane dell’habitat B.224, legate ai corsi d’acqua a regime alpino.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

<> 24.21-River gravel deposits
> 24.221-Boreo-alpine stream gravel communities
> 24.222-Montane river gravel communities
> 24.223-Montane river gravel low brush
<> 24.226-Northern lowland river gravel communities
Palaearctic separa in habitat diversi l’ambiente fisico dei greti (24.21) dalle diverse comunità di vegetazione vascolare che lo colonizzano, descritte negli habitat afferenti al gruppo River gravel communities (24.22). Carta della Natura considera l’habitat nel suo insieme, adottando una diversa chiave classificativa. Palaearctic inoltre distingue due tipologie di vegetazione di greto per la regione biogeografica alpina ed i rilievi circostanti, uno ubicato in contesti microclimatici più freddi, per quota ed esposizione (24.221) l’altro più caldi (24.222); con l’habitat 24.223 fa riferimento ai greti montani con bassi arbusti e con il 24.226 a greti planiziali e collinari della regione biogeografica continentale. Carta della Natura unisce le tipologie di greto 24.221 e 24.222 e, parzialmente, 24.223 e 24.226 in un unico habitat (B.224), dal momento che i rispettivi habitat sono contigui, vicarianti e difficilmente cartografabili separatamente, anche per la significativa omogeneità che caratterizza questi ambienti.

EUNIS 2012

> C3.551-Boreo-alpine stream gravel habitats
> C3.552-Montane river gravel habitats
<> C3.554-Northern lowland river gravel communities
<> C3.62-Unvegetated river gravel banks
EUNIS separa in habitat diversi i greti non vegetati (C3.62) dagli habitat di greto distinguibili dalle diverse comunità di vegetazione vascolare che lo colonizzano, descritte negli habitat afferenti al gruppo Sparsely vegetated river gravel banks (C3.55). Carta della Natura considera l’habitat nel suo insieme, adottando una diversa chiave classificativa. EUNIS inoltre distingue due tipologie di vegetazione di greto per la regione biogeografica alpina ed i rilievi circostanti, uno ubicato in contesti microclimatici più freddi, per quota ed esposizione (C3.551), l’altro più caldi (C3.552); e con il codice C3.554 fa riferimento a greti planiziali e collinari della regione biogeografica continentale. Carta della Natura unisce queste tipologie di greto in un unico habitat (B.224), dal momento che i rispettivi habitat sono contigui, vicarianti e difficilmente cartografabili separatamente, anche per la significativa omogeneità che caratterizza questi ambienti.

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

> 3220-Alpine rivers and the herbaceous vegetation along their banks
<> 3230-Alpine rivers and their ligneous vegetation with Myricaria germanica
Il Manuale Europeo include nell’habitat 3220 gli habitat Palaearctic 24.221, 24.222 e, parzialmente, 24.223; l’habitat Carta della Natura B.224 ha carattere più ampio del 3220 di Direttiva, che è limitato alle sue varianti vegetate alpine e montane, e comprende parzialmente l’habitat 3230, laddove si presenta in formazioni basso arbustive molto sparse, altrimenti ricadenti nell’habitat Saliceti arbustivi ripariali temperati (B.321).

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

> 3220-Fiumi alpini con vegetazione riparia erbacea
<> 3230-Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Myricaria germanica
Il Manuale Italiano, per il territorio nazionale, include nell’habitat 3220 gli habitat Palaearctic 24.221, 24.222 e, parzialmente, 24.223; l’habitat Carta della Natura B.224 ha carattere più ampio del 3220 di Direttiva, che è limitato alle sue varianti vegetate alpine e montane, e comprende parzialmente l’habitat 3230, laddove si presenta in formazioni basso arbustive molto sparse, altrimenti ricadenti nell’habitat Saliceti arbustivi ripariali temperati (B.321).

European Red List of Habitats 2022

> C3.5d-Unvegetated or sparsely vegetated shore with mobile sediments in montane and alpine regions Categoria EU28: Vulnerable
L’habitat C3.5d della European Red List comprende i greti alpini e montani, sia nudi che con vegetazione erbacea che legnosa. L’habitat B.224 di Carta della Natura è relativo ai greti, nudi o con vegetazione rada erbacea e, parzialmente, basso arbustiva rada, mentre, per quanto riguarda la distribuzione, è di significato più ampio, comprendendo tutti i greti in ambito bioclimatico temperato.


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco