Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 05/11/2025

Codice habitat: B.114
Laghi artificiali di acqua dolce con vegetazione

Descrizione

Corpo idrico interno permanente di origine artificiale, con acque ferme e dolci e colonizzato da una significativa presenza di vegetazione vascolare idrofitica sommersa o galleggiante, radicata o flottante, tipicamente azonale e molto variegata. Possono anche essere presenti formazioni algali, talvolta anche dominanti.
Si tratta di acque presenti in un bacino generalmente di ridotta profondità, o in una sua porzione.
La vegetazione di questi laghi e stagni può variare notevolmente in relazione allo stato trofico delle acque, alle loro caratteristiche fisiche e chimiche ed alla loro dinamica, al microclima e al tipo di substrato, ed è normalmente caratterizzata dalla dominanza di una o poche specie disposte in fasce secondo il gradiente di profondità. Di conseguenza le comunità vegetali sono molto variegate ed articolate, dal momento che non è infrequente riscontrare più tipologie nello stesso sito. Possono essere presenti anche specie alloctone invasive, talora dominanti, soprattutto in contesti antropizzati.
Questi bacini lacustri sono stati realizzati dall’uomo per la produzione di energia idroelettrica e per usi agricoli e civili. Tra questi i più grandi ed importanti sono i laghi di diga, ma rientrano in questa categoria anche casse di espansione fluviale e laghi di cava. Dal punto di vista idrologico ed idrogeologico va evidenziato che la dinamica dei deflussi delle acque e conseguentemente del livello del lago è governata, oltre che da fattori naturali sempre presenti, da un costante e sistematico intervento antropico. Questa caratteristica differenzia i laghi artificiali dai laghi di origine naturale (B.111 e B.112), che non sono necessariamente regolati dall’azione umana.
Sono esclusi da questo habitat, oltre ai Laghi artificiali con vegetazione scarsa o assente (B.113), i laghi di origine naturale (B.111; B.112) e le vasche e i bacini completamente cementati o artificialmente impermeabilizzati (G.232).
Associati ed adiacenti a questo ambiente, soprattutto in contesti a maggiore naturalità, ci sono comunemente gli altri habitat afferenti al gruppo Ambienti lacustri di acqua dolce (B.11) e quelli della categoria Ambienti di riva fluviale, lacustre e palustre (B.3).
Per via del loro carattere azonale, la distribuzione dei Laghi artificiali di acqua dolce con vegetazione nel territorio italiano è molto estesa, presente di fatto in tutte le regioni biogeografiche e in tutti i piani altitudinali.
Dal punto di vista cartografico in questa categoria vengono comprese anche porzioni di acque non vegetate che non raggiungono dimensioni cartografabili, se presenti all’interno di bacini artificiali con dominanza di acque con vegetazione. Questo perché la vegetazione nei laghi si presenta spesso come un mosaico complesso e dinamico.
Relativamente alle tecniche di rilevamento, oltre a quelle standard, per discriminare questa categoria è utile avvalersi di immagini telerilevate ad infrarosso capaci di evidenziare la vegetazione galleggiante e sommersa in un corpo idrico.


Regione Biogeografica

Alpina/Continentale/Mediterranea


Macrobioclima

Temperato/Mediterraneo


Piano altitudinale

Planiziale/Collinare/Montano/Subalpino/Alpino


Geoambienti

Bacini lacustri interni di acqua dolce di origine artificiale generalmente poco profondi (laghi, stagni). La presenza del corpo acquatico è dovuta alla costruzione di dighe, sbarramenti artificiali o alla realizzazione di appositi scavi. Si tratta di laghi di origine artificiale, realizzati per la produzione di energia idroelettrica, per usi agricoli e civili, come laghi di diga, casse di espansione fluviale, laghi di cava. Fattore determinante è che la dinamica idrologica del bacino è controllata sistematicamente dall’intervento umano.


Riferimenti sintassonomici

Lemnetea minoris O. Bolòs & Masclans 1955;
Potamogetonetea Klika in Klika & V.Novák 1941.


Specie guida

Callitriche palustris L.; Ceratophyllum demersum L.; Chara aspera C.L.Willdenow; Chara delicatula Desv.; Chara foetida A. Braun. ; Chara fragilis L.; Hippuris vulgaris L.; Hydrocharis morsus-ranae L.; Lemna minuta Kunth; Myriophyllum verticillatum L.; Najas minor All.; Nitella C.Agardh spp.; Nitellopsis obtusa (Desvaux) Groves ; Nuphar lutea (L.) Sm.; Nymphaea alba L.; Nymphoides peltata (S.G.Gmel.) Kuntze; Persicaria amphibia (L.) Delarbre; Potamogeton acutifolius Link; Potamogeton alpinus Balb.; Potamogeton berchtoldii Fieber; Potamogeton coloratus Hornem.; Potamogeton compressus L.; Potamogeton friesii Rupr.; Potamogeton gramineus L.; Potamogeton natans L.; Potamogeton polygonifolius Pourr.; Potamogeton pusillus L.; Ranunculus trichophyllus Chaix; Salvinia natans (L.) All.; Spirodela polyrhiza (L.) Schleid.; Trapa natans L.; Utricularia australis R.Br.; Utricularia vulgaris L.; Wolffia arrhiza (L.) Horkel ex Wimm.; Zannichellia spp.

Oltre le specie indigene dell’elenco, possono essere presenti specie alloctone, talora dominanti, come Azolla filiculoides.

Interesse conservazionistico nazionale

Tutti i bacini idrici sono habitat importanti per la fauna e, più in generale, per gli ecosistemi circostanti. Quindi anche quelli artificiali, soprattutto quelli che presentano una vegetazione naturale acquatica ed anfibia significativa, rivestono una certa rilevanza ecologica e sono di interesse conservazionistico, essendo ambienti ricchi di biodiversità. Tuttavia il sistematico utilizzo delle acque e la loro gestione per i più vari scopi antropici rappresenta un forte elemento di disturbo ecologico. Spesso si tratta di ambienti soggetti a forte degrado, anche a causa dell’inquinamento delle acque, con la conseguente rarefazione di specie un tempo comuni e ora minacciate (ad. es. Nymphaea alba, Salvinia natans, Trapa Natans) e l’invasione di specie aliene.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con gli habitat 3140, 3150, 3160, e in All. A della European Red List of habitats con l’habitat C1.2a, di categoria Vulnerable.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

<> 22.1-Permanent freshwater ponds and lakes
<> 22.4-Lacustrine euhydrophyte communities
Palaearctic distingue il corpo acquatico (22.1), che può essere anche senza vegetazione, dalle comunità vegetali presenti (22.4). Carta della Natura con l’habitat B.114 fa riferimento all’ecosistema nel suo complesso (corpo acquatico con vegetazione) relativamente ad un ambiente di origine artificiale, e per i casi senza o con scarsa vegetazione ha il proprio habitat specifico B.113. Pertanto tra i due sistemi classificativi non esiste una relazione univoca.

EUNIS 2012

< C1-Surface standing waters
EUNIS classifica le acque dolci interne in base al loro grado trofico, mentre Carta della Natura le distingue sulla loro origine naturale-artificiale e sulla presenza o meno di vegetazione. Considerando questa differenza sostanziale riguardo le chiavi classificative, l’unica relazione possibile tra l’habitat B.114 di Carta della Natura gli habitat EUNIS si riscontra attestandosi al livello gerarchico molto generico C1.

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

<> 3140-Hard oligo-mesotrophic waters with benthic vegetation of Chara spp.
<> 3150-Natural eutrophic lakes with Magnopotamion or Hydrocharition - type vegetation
<> 3160-Natural dystrophic lakes and ponds
Gli habitat di Direttiva relativi alle acque ferme sono distinti sulla base del loro grado trofico e delle associazioni vegetali presenti, caratteristiche non considerate nella più semplice classificazione di Carta della Natura, basata sull’origine naturale-artificiale del corpo acquatico e sulla presenza o meno di vegetazione. Dal momento che l’habitat B.114 di Carta della Natura è caratterizzato dalla presenza di vegetazione, in esso possono essere inclusi i seguenti habitat di Direttiva, la cui presenza va verificata caso per caso: 3140; 3150; 3160.

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

<> 3140-Acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.
<> 3150-Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
<> 3160-Laghi e stagni distrofici naturali
Gli habitat di Direttiva relativi alle acque ferme sono distinti sulla base del loro grado trofico e delle associazioni vegetali presenti, caratteristiche non considerate nella più semplice classificazione di Carta della Natura, basata sull’origine naturale-artificiale del corpo acquatico e sulla presenza o meno di vegetazione. Dal momento che l’habitat B.114 di Carta della Natura è caratterizzato dalla presenza di vegetazione, in esso possono essere inclusi i seguenti habitat di Direttiva, la cui presenza va verificata caso per caso: 3140; 3150; 3160.

European Red List of Habitats 2022

<> C1.1a-Permanent oligotrophic waterbody with very soft-water species Categoria EU28: Near Threatened
<> C1.1b-Permanent oligotrophic to mesotrophic waterbody with soft-water species Categoria EU28: Least Concern
<> C1.2a-Permanent oligotrophic to mesotrophic waterbody with Characeae Categoria EU28: Vulnerable
<> C1.2b-Mesotrophic to eutrophic waterbody with vascular plants Categoria EU28: Near Threatened
<> C1.4-Permanent dystrophic waterbody Categoria EU28: Near Threatened
Gli habitat della European Red List relativi alle acque ferme sono distinti sulla base del loro grado trofico e delle associazioni vegetali presenti, caratteristiche non considerate nella più semplice classificazione di Carta della Natura, basata sull’origine naturale-artificiale del corpo acquatico e sulla presenza o meno di vegetazione. Dal momento che l’habitat B.114 di Carta della Natura è caratterizzato dalla presenza di vegetazione, in esso possono essere inclusi i seguenti habitat della European Red List, la cui presenza va verificata caso per caso: C1.1a, C1.1b;.C1.2a; C1.2b; C1.4.


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco