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Ultimo aggiornamento: 05/11/2025
Codice habitat: A.323
Dune stabili con cespuglieti a caducifoglie
Descrizione
Fascia del sistema dunale costiero costituita da accumuli eolici sabbiosi consolidati e completamente stabilizzati da formazioni arbustive a caducifoglie. L’habitat risultante è caratterizzato da dune o porzioni di dune fisse ricoperte completamente o parzialmente da diverse specie che colonizzano i suoli sabbiosi, in prevalenza arbustive caducifoglie o semicaducifoglie quali Rubus ulmifolius, Prunus spinosa, Rhamnus cathartica, Juniperus communis e Hippophaë fluviatilis, che occupano la fascia adiacente e più interna a quella delle Dune stabili con vegetazione erbacea (A.322) e delle Dune mobili (A.321), rispetto alle quali il suolo è più evoluto e vi è una disponibilità di acqua dolce durante buona parte dell’anno, adeguata alla sopravvivenza delle latifoglie decidue sopra menzionate. Ovviamente non vanno attribuiti a questo habitat i cespuglieti a caducifoglie presenti al di fuori dei sistemi dunali, che hanno i propri habitat specifici all’interno della categoria Cespuglieti temperati e submediterranei (D3).
La formazione si presenta più o meno fitta e, insieme alle latifoglie decidue, sempre dominanti, può essere presente Juniperus communis. Inoltre, questo ambiente arbustivo può ospitare piccole radure erbacee ascrivibili a fitocenosi tipiche dell’habitat delle Dune stabili con vegetazione erbacea (A.322).
Le Dune stabili con cespuglieti a caducifoglie sono distribuite essenzialmente lungo le coste con bioclima temperato (Alto Adriatico), dal momento che in quelle a bioclima mediterraneo, caratterizzato da forte aridità estiva, l’analoga fascia dunale è colonizzata in massima parte da macchia a sclerofille (habitat Dune stabili con macchia a sclerofille - A.325) e dai ginepri mediterranei Juniperus macrocarpa Sm. e Juniperus turbinata Guss. (habitat Dune stabili a ginepri - A.324).
Questo tipo di dune presentano generalmente limitate estensioni e scarsa continuità, sia per proprie caratteristiche ecologiche che per cause antropiche, e si trovano di norma mosaicate con gli altri habitat costieri sabbiosi, in modo particolare con i contigui habitat del sistema dunale, cioè le Dune mobili (A.321), le Dune stabili con vegetazione erbacea (A.322) e gli altri habitat delle dune stabili a vegetazione legnosa presenti nel bioclima temperato (A.324, A.326), nonché con le Depressioni umide interdunali e retrodunali (A.327) e con le spiagge sabbiose (A.311 e A.312), tanto che in molti casi non si evidenziano delimitazioni nette tra loro; inoltre, meno frequentemente, possono mostrare contiguità con ambienti costieri limosi e sabbiosi salmastri e salini (categoria A.2). Laddove questi habitat costieri formano mosaici fitti e complessi, al punto da non rendere possibile la loro reciproca distinzione cartografica, l’ecotopo viene attribuito all’habitat a maggiore diffusione, estensione e rilevanza.
Regione Biogeografica
Continentale
Macrobioclima
Temperato
Piano altitudinale
Costiero
Geoambienti
Habitat del sistema ecologico costiero di costa bassa e sabbiosa, localizzato nella fascia tra quella costituita dalle dune stabili con vegetazione erbacea e quello della duna alberata o della zona retrodunale, nel caso tipico in cui la sequenza degli ambienti litorali sabbiosi sia completa. È costituito da forme di accumulo eolico di granuli sabbiosi ormai consolidate e fissate dalle formazioni arbustive a caducifoglie. La copertura arbustiva, insieme alla posizione più interna e maggiormente al riparo dai venti marini salsi rispetto alle dune mobili, fanno sì che il substrato e questa fascia dunale nel suo complesso siano stabili e relativamente meno salati. La posizione di questo habitat lo rende anche protetto dall’azione erosiva diretta del mare. Questa situazione di relativa stabilità permette la formazione di suoli, che possono presentare continuità e spessori variabili, anche se di norma si tratta di suoli superficiali e discontinui.
Se si escludono occasionali eventi meteo-marini e l’azione del vento, il principale fattore che condiziona l’evoluzione geomorfologica e composizionale di questo habitat è quello antropico, con le attività connesse con la frequentazione balneare (calpestio, estirpazione di piante, rimboschimento, realizzazione di strutture ed infrastrutture turistiche).
La presenza delle latifoglie decidue indica una disponibilità idrica di acqua dolce significativa, dovuta anche alla collocazione di questo habitat dunale nel macrobioclima temperato, che non presenta estati secche come quello mediterraneo. L’acqua dolce è presente nel corpo sabbioso permeabile della duna con una falda che giace su acqua salata sotterranea di provenienza marina, dando origine ad una interfaccia acqua dolce-acqua salata la cui profondità è legata in gran parte all’altezza e alla consistenza delle dune.
Riferimenti sintassonomici
Junipero communis-Hippophaetum fluviatilis Géhu & Scoppola in Géhu et al. 1984.
Specie guida
Crataegus monogyna Jacq.; Hippophaë fluviatilis (Soest) Rivas Mart.; Juniperus communis L.; Ligustrum vulgare L.; Lonicera etrusca Santi; Prunus spinosa L. subsp. spinosa; Pyracantha coccinea M.Roem.; Rhamnus cathartica L.; Rubus ulmifolius Schott; Spartium junceum L.
Interesse conservazionistico nazionale
Habitat ad elevata naturalità e specificità, localizzato nella fascia del sistema dunale della costa alto-adriatica, di scarsa diffusione, frammentato e di estensioni limitate. È di grande interesse fitogeografico in quanto le poche stazioni in cui è presente sono le uniche del bacino mediterraneo.
La vegetazione arbustiva può ospitare una fauna selvatica costituita da specie adattate a vivere in questo ambiente e da altre che semplicemente lo frequentano, anche perché rappresenta un habitat rifugio.
Insieme agli altri habitat dunali svolge importanti funzioni ecologiche: protegge gli ambienti retrostanti dall’erosione, dall’invasione delle acque marine e dai rifiuti inquinanti spiaggiati dal mare, in particolare quelli umidi retrodunali e interdunali, e ospita una falda di acqua dolce sotterranea che, oltre ad essere una riserva vitale per flora e fauna, più è consistente più mantiene in profondità la sua interfaccia con l’acqua salata, contrastando la risalita del cuneo salino. Infine il sistema dunale nel suo complesso riveste anche un notevole valore paesaggistico.
Le coste italiane sono fortemente urbanizzate e la grande maggioranza dei litorali sabbiosi sono utilizzati in modo massiccio a scopo turistico-balneare, per cui questo habitat è costantemente minacciato dal disturbo antropico: è soggetto in particolare a calpestio, rimozione della vegetazione, rimboschimenti e costruzioni di stabilimenti e infrastrutture, inquinamento da rifiuti, soprattutto costituiti da plastiche e microplastiche provenienti dal mare. Tutti questi impatti lo danneggiano e lo riducono, anche fino alla sua scomparsa. I processi di antropizzazione inoltre compromettono la naturalità di questo habitat, rimaneggiando la normale serie di vegetazione e favorendo l’ingresso e l’invasione di piante ruderali. Infine, come tutti gli habitat litoranei, è interessato dall’erosione costiera, risultato di numerosi fattori antropici ed accentuata dalla salita del livello del mare dovuta al riscaldamento climatico. Per questi motivi questo habitat di norma non si presenta in buone condizioni ecologiche ed è complessivamente in continua regressione.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l’habitat 2160 e con l’habitat B1.6b della European Red List of habitats, di categoria Vulnerable.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| = | 16.25-Dune nemoral thickets |
EUNIS 2012
| = | B1.61-Coastal dune thickets |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
| > | 2160-Dunes with Hippophae rhamnoides |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| > | 2160-Dune con presenza di Hippophae rhamnoides |
European Red List of Habitats 2022
| < | B1.6b-Mediterranean and Black Sea coastal dune scrub | Categoria EU28: Vulnerable |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco