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Ultimo aggiornamento: 27/10/2025
Codice habitat: A.312
Spiagge sabbiose con vegetazione annuale
Descrizione
Spiagge sabbiose colonizzate da vegetazione erbacea alofila e psammofila principalmente a ciclo annuale, generalmente molto rada e discontinua. La vegetazione è composta da poche specie estremamente specializzate per via delle condizioni ambientali estreme (forte ventosità, scarsezza di acqua dolce, salinità, mobilità del substrato, carenza di suolo e di nutrienti, intenso irraggiamento solare, elevate temperature) ed adattate a periodiche mareggiate. Queste piante riescono a sfruttare la presenza nella sabbia, seppure esigua, di detriti organici trasportati e deposti sull’arenile dal moto ondoso e, in misura minore, dal vento, che costituiscono la base trofica per questa vegetazione pioniera.
Le fitocenosi presenti appartengono alla classe Cakiletea maritimae, nella quale la specie più caratteristica e dominante è la succulenta Cakile maritima. Inoltre possono essere presenti occasionalmente specie perenni tipiche degli habitat dunali retrostanti. La fascia dell’arenile più prossima alla battigia, soprattutto lungo le coste dove migliore è lo stato di conservazione degli ecosistemi marini, può essere coperta da residui organici spiaggiati, tra cui resti di Posidonia oceanica (banquette).
Le spiagge si rinvengono principalmente in corrispondenza dei sistemi costieri bassi e sabbiosi di zone di pianura affacciate sul mare, ma anche circoscritte in baie e cale nei sistemi costieri di costa alta, alla base delle scogliere. Questo habitat è estremamente dinamico dal punto di vista geomorfologico, condizionato dall’azione del mare (moto ondoso, correnti e maree) e dei venti, che ne possono modificare forma ed estensione anche a seguito di un singolo evento parossistico, come una mareggiata. Anche le attività antropiche potenzialmente possono incidere sulla evoluzione di questo habitat, che tuttavia presenta un grado di naturalità significativamente più elevato delle spiagge utilizzate in modo massiccio a fini turistico-balneari, che si presentano senza vegetazione.
Tipicamente questo ambiente è associato e contiguo agli altri habitat litoranei della macrocategoria degli ambienti costieri (A), costituendo mosaici in modo particolare con le Spiagge sabbiose prive di vegetazione (A.311), con gli habitat del gruppo delle Dune costiere (A.32), che si sviluppano internamente alla spiaggia, e con quelli afferenti alla categoria degli Ambienti costieri limosi e sabbiosi salmastri e salini (A.2).
Caratteristica di questo habitat è la sua estensione in fasce ristrette allungate lungo la costa, che presentano generalmente larghezze medie dell’ordine dei metri o delle decine di metri. Se aggiungiamo il fatto che la grande maggioranza delle spiagge italiane, a causa della loro fruizione turistico-balneare, sono prive di vegetazione, l’habitat delle spiagge vegetate risulta residuale, confinato generalmente in piccole aree spesso non cartografabili, e viene cartografato nei pochi casi in cui assume dimensioni significative. Va evidenziato anche che, laddove cartografato, questo habitat generalmente include anche la porzione afitoica della spiaggia, quella in corrispondenza e adiacente alla battigia e che sarebbe più coerente assegnare all’habitat A.311, ma che sulle coste italiane ha larghezze non cartografabili. Inoltre, considerando la sua grande variabilità nel tempo dovuta alla dinamica geomorfologica a cui è sottoposto, la geometria cartografica della spiaggia è strettamente legata al momento del dato di rilevamento.
Regione Biogeografica
Continentale/Mediterranea
Macrobioclima
Temperato/Mediterraneo
Piano altitudinale
Costiero
Geoambienti
Habitat del sistema ecologico costiero, presente principalmente in quello di costa bassa e sabbiosa prospiciente le aree di pianura, ma anche in quello di costa alta, con spiagge circoscritte in baie e cale alla base delle scogliere.
Dal punto di vista sedimentologico è costituito da un accumulo di granuli sabbiosi sciolti, deposti nella fascia di transizione tra l’ambiente marino e quello terrestre, elaborato dall’azione del moto ondoso e in continua evoluzione e mutazione a causa degli agenti morfogenetici legati all’azione del mare (onde, correnti, maree), degli agenti atmosferici (soprattutto venti) che determinano un continuo succedersi di erosioni e sedimentazioni. Con il risultato che gli ecotopi appartenenti a questo habitat non sono stabili nel tempo, ma soggetti a cambiamenti sia nelle dimensioni che nella morfologia, anche a seguito di un singolo evento parossistico, dal momento che questo habitat è sottoposto a periodiche mareggiate. Anche le attività antropiche potenzialmente possono incidere sulla evoluzione di questo habitat, anche se la presenza di vegetazione indica che frequentazione balneare, calpestio, pulizia, ripascimenti e spianamenti sono assenti o comunque non sono attività ordinarie.
La colonizzazione della spiaggia da parte della vegetazione è determinata dalla presenza nella sabbia di materiale organico trasportato, deposto e distribuito sull’arenile soprattutto dal flusso delle onde, nella fascia che dalla zona di battigia si spinge all’interno fin dove arrivano le mareggiate, a ridosso delle dune embrionali, dove presenti, e secondariamente dal vento.
Riferimenti sintassonomici
Cakiletea maritimae Tüxen & Preising ex Br.-Bl. & Tüxen 1952.
Specie guida
Atriplex littoralis L.; Cakile maritima Scop. subsp. maritima; Euphorbia peplis L.; Matthiola sinuata (L.) W.T.Aiton; Matthiola tricuspidata (L.) R.Br.; Polygonum maritimum L.; Salsola squarrosa Steven ex Moq. subsp. controversa (Tod. ex Lojac.) Mosyakin; Salsola tragus L.; Soda inermis Fourr.
Interesse conservazionistico nazionale
Le spiagge colonizzate da vegetazione rappresentano un habitat di grande naturalità limitato a ristrette porzioni della fascia costiera sabbiosa. La flora è costituita da poche specie caratteristiche ed estremamente specializzate e comprende entità endemiche e minacciate, alcune delle quali possono vivere quasi esclusivamente in questo habitat. Ospitano una fauna selvatica ridotta e molto specializzata, adattata all’ambiente selettivo, e rappresentano un habitat di fondamentale importanza per le specie a rischio Charadrius alexandrinus e Caretta caretta, che utilizzano la spiaggia come sito di nidificazione.
Dato che le coste italiane sono fortemente urbanizzate e la grande maggioranza delle spiagge sabbiose sono utilizzate in modo massiccio a scopo turistico-balneare, presentandosi prive di vegetazione, questo habitat è estremamente limitato nello spazio e si osserva in modo frammentario lungo le coste sabbiose, generalmente confinato in piccole fasce residuali, poco diffuso ed estremamente vulnerabile. Inoltre è costantemente e fortemente impattato e minacciato dal disturbo antropico, pur mostrando una buona resilienza, e quasi ovunque è in regressione a causa dell’erosione costiera, risultato di numerosi fattori ed accentuata dalla risalita del livello del mare dovuta al riscaldamento climatico.
A livello europeo l'interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Direttiva 92/43/CEE con l'habitat 2110.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| ~ | 16.123-Tethyan sand beach driftline communities |
EUNIS 2012
| <> | B1.1-Sand beach driftlines |
| <> | B1.2-Sand beaches above the driftline |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
| <> | 2110-Embryonic shifting dunes |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| < | 1210-Vegetazione annua delle linee di deposito marine |
European Red List of Habitats 2022
| < | B1.1b-Mediterranean and Black Sea sand beach | Categoria EU28: Near Threatened |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco