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Ultimo aggiornamento: 27/10/2025
Codice habitat: A.122
Lagune e laghi salmastri costieri
Descrizione
Sistemi acquatici costieri che occupano bacini separati dal mare da lingue di terra emersa ma che mantengono collegamenti diretti con il mare attraverso bocche e canali più o meno ampi. Spesso si trovano in corrispondenza di aree di foce fluviale, in bacini con fondali generalmente poco profondi ed acque soggette, in situazioni ordinarie, a scorrimento molto lento o ferme. Gli elementi morfologici che delimitano l’habitat verso mare sono cordoni sabbiosi e limosi consolidati e spesso vegetati, più raramente depositi ciottolosi, scogliere o affioramenti rocciosi.
In questo habitat sono inclusi sia i sistemi lagunari, ovvero quelle porzioni di mare che in tempi più o meno recenti sono stati separati dall’azione diretta del mare a causa della formazione e l’emersione di banchi sedimentari, sia i laghi costieri che, pur essendo meno “aperti” al mare, sono comunque collegati ad esso da canali.
Le connessioni idrauliche, insieme alla circolazione delle acque sotterranee ed alle precipitazioni, fanno sì che nelle lagune e nei laghi costieri ci siano apporti sia di acque dolci provenienti dall’entroterra che di acque salate marine. La dinamica delle maree, delle mareggiate, delle correnti marine litoranee, degli afflussi fluviali e di falda, la piovosità e l’intensità dell’evaporazione determinano nel corpo acquatico una salinità estremamente variabile nel tempo e nello spazio. Le acque sono pertanto tipicamente salmastre o, in caso di situazioni di laguna aperta, saline.
Le acque possono presentarsi prive di vegetazione o con una vegetazione varia, costituita sia da comunità algali che da fanerofite, fluttuanti o ancorate al substrato, caratterizzate da idrofite specializzate di acque salmastre e saline o adattate a rapidi o periodici cambiamenti della salinità. Le fitocenosi più caratteristiche sono: Zosterea e Ruppietea, proprie delle acque salate e salmastre, Potametea in acque più dolci, Charetea per le comunità algali. Nelle zone di sponda e di transizione possono essere presenti specie degli habitat costieri limosi e sabbiosi.
Le lagune e i laghi costieri sono di norma articolati in mosaici ambientali complessi, associati ad altri habitat di costa bassa e sabbiosa o limosa. Possono essere contigui agli habitat Foci fluviali (A.121), Piane fangose e sabbiose intertidali (A.111) e Stagni costieri salati soggetti a disseccamento prolungato (A.123), ed a tutti quelli afferenti alle categorie Ambienti costieri limosi e sabbiosi salmastri e salini (A.2) e Ambienti costieri sabbiosi (A.3); in contesti maggiormente dulciacquicoli possono associarsi agli habitat del gruppo Ambienti con vegetazione a elofite (B.31).
Le estensioni di questi habitat in Italia sono variabili, e vanno dal piccolo e circoscritto laghetto costiero fino ai vasti ed articolati sistemi lagunari nord-adriatici e sardi.
Regione Biogeografica
Continentale/Mediterranea
Macrobioclima
Temperato/Mediterraneo
Piano altitudinale
Costiero
Geoambienti
Ambiente acquatico presente nel sistema costiero di costa bassa, spesso in corrispondenza della foce di fiumi, in bacini separati dal mare da lingue di terra emersa, con fondali generalmente poco profondi ed acque, in situazioni ordinarie, ferme o a lento scorrimento. Questo habitat comprende sistemi lagunari e laghi costieri. Gli elementi geomorfologici che separano questi bacini dal mare sono in massima parte cordoni sabbiosi o limosi consolidati e più raramente depositi ciottolosi, scogliere o affioramenti rocciosi. Caratteristica distintiva di questo habitat di transizione è la presenza di acqua salmastra, con salinità variabile nel tempo e nello spazio, determinata sia dal continuo mescolamento di acque dolci di provenienza fluviale, di falda e pluviale e di acque salate provenienti dal mare, sia dagli effetti dell’evaporazione. Il collegamento diretto con il mare è garantito da canali di marea e bocche, sempre presenti, ma l’apporto di acqua salata può avvenire anche attraverso la circolazione idrica sotterranea.
È un sistema estremamente dinamico, non solo dal punto di vista idraulico ma, soprattutto in contesti lagunari, anche geomorfologico. Da questo punto di vista la dinamica è determinata dalla complessa azione congiunta dei corsi d’acqua affluenti, del mare e del vento: alluvioni, maree, mareggiate e correnti litoranee modellano continuamente il paesaggio attraverso l’erosione, il trasporto e la deposizione di materiale soprattutto sabbioso e limoso. Le forme risultanti in cui è articolata la laguna sono fondali, canali, barre e banchi, elementi soggetti a continua mobilità.
Barre e banchi possono essere sempre sommersi o emergere temporaneamente e parzialmente con la bassa marea, come le caratteristiche barene che, se di dimensioni cartografabili, vanno ascritte all’habitat Piane fangose e sabbiose intertidali (A.111).
Riferimenti sintassonomici
Ruppietea maritimae J. Tüxen 1950;
Zosteretea marinae Pignatti 1953;
Potametea pectinati R.Tx. & Preising 1942;
Cystoseiretea Giaccone 1965;
Charetea fragilis Fukarek & Kraush 1964.
Specie guida
Althenia filiformis Petit subsp. filiformis; Chaetomorpha linum (O.F.Müller) Kützing; Chara canescens Desv. & Lois.; Chara tomentosa L.; Cladophora sericea (Hudson) Kützing; Cymodocea nodosa (Ucria) Asch.; Eleocharis parvula (Roem. & Schult.) Link ex Bluff, Nees & Schauer; Gracilaria confervoides (Linnaeus) Greville; Gracilaria gracilis (Stackhouse) M.Steentoft, L.M.Irvine & W.F.Farnham; Gracilariopsis longissima (S.G.Gmelin) Steentoft, L.M.Irvine & Farnham; Lamprothamnium papulosum (Wallroth) J.Groves; Nanozostera noltei (Hornem.) Toml. & Posl.; Ruppia maritima L.; Ruppia spiralis L. ex Dumort.; Stuckenia pectinata (L.) Börner; Ulva laetevirens Areschoug; Valonia aegagropila C.Agardh; Zannichellia obtusifolia Talavera, García-Mur. & H.Smit; Zostera marina L.
Interesse conservazionistico nazionale
Habitat acquatico ad elevata naturalità e grande specificità, localizzato in una fascia ristretta di transizione tra l’ambiente marino e l’ambiente terrestre e soggetto a grande dinamismo idrologico. Questo ambiente è particolarmente ricco di invertebrati bentonici e molto importante per l’avifauna, anche migratrice, come luogo di sosta, pastura e di riproduzione. Si tratta di un habitat estremamente vulnerabile, dal momento che bastano piccole modifiche che condizionano la dinamica delle acque, come lo sbarramento, l’interramento o la deviazione di un canale o la costruzione di un molo, per modificarne le caratteristiche ecologiche e romperne gli equilibri. Inoltre è molto sensibile all’inquinamento e soggetto a fenomeni di eutrofizzazione delle acque. Infine questi ambienti sono stati spesso modificati dall’uomo per ricavarne saline e bacini per l’acquacoltura, o a seguito di interventi di bonifica. Risulta così fortemente impattato e contratto dalle attività antropiche.
A livello europeo l’interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Dir. 92/43/CEE con l’habitat prioritario 1150* e, occasionalmente, in All. A della European Red List of habitats per le porzioni di questo habitat che possono essere ricondotti ad alcuni habitat marini di categoria Endagered o Vulnerable afferenti ai gruppi A2 e A5.
Relazioni con altri sistemi di classificazione europea
Palaearctic 2001
| ~ | 21-Coastal lagoons |
EUNIS 2012
| > | X02-Saline coastal lagoons |
| > | X03-Brackish coastal lagoons |
Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)
| ~ | 1150*-Coastal lagoons |
Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)
| ~ | 1150*-Lagune costiere |
European Red List of Habitats 2022
| ~ | A2.5d-Mediterranean and Black Sea coastal salt marsh | Categoria EU28: Near Threatened |
Tipo relazioni: >= coincide > include < incluso <> parzialmente incluso ~ simile
Distribuzione e foto habitat
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| DISTRIBUZIONE |
Autori
Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco