Dipartimento per il monitoraggio e la tutela
dell'ambiente e per la conservazione della biodiversità

Legenda degli habitat in Carta della Natura
per la cartografia a scala Regionale

Ultimo aggiornamento: 17/04/2026

Codice habitat: A.121
Foci fluviali

Descrizione

Tratto terminale di foce dei fiumi, a diretto contatto con il mare, caratterizzato dal mescolamento di acque fluviali (dolci) e marine (salate) dovuto a flussi e riflussi causati dalla dinamica delle maree, dalle variazioni di portata del corso d’acqua, dall’azione dei venti. L’ambiente acquatico risultante presenta una salinità variabile.
La velocità delle acque correnti alla foce è generalmente bassa, soprattutto nei grandi fiumi che percorrono lunghi tratti planiziali, permettendo la deposizione dei materiali fini trasportati in sospensione dal fiume, con sedimentazione di facies sabbiose e limose. Tuttavia non mancano foci con letti ghiaiosi e ciottolosi, in corrispondenza di corsi d’acqua più brevi e ripidi, a causa della maggior energia della corrente.
Essendo sottoposto all’azione morfogenetica marina e fluviale, è un ambiente molto dinamico dal punto di vista geomorfologico, soggetto non solo a modifiche stagionali, ma che può modificarsi in modo significativo anche a seguito di un semplice episodio parossistico, come una mareggiata o una alluvione.
Le caratteristiche ambientali fanno sì che gli organismi presenti in questo habitat siano adatti a vivere in acque a salinità variabile: le piante vascolari sono assenti o limitate a poche specie acquatiche specializzate, tra cui le più caratteristiche sono Nanozostera nolti e Ruppia maritima, mentre sono tipicamente presenti comunità algali, ad esempio con Ulva intestinalis.
Le Foci fluviali si presentano spesso complesse e mosaicate. Le sponde e gli eventuali cordoni sabbiosi emersi possono presentare una vegetazione tipica degli ambienti salmastri, come quella degli habitat afferenti alla categoria Ambienti costieri limosi e sabbiosi salmastri e salini (A.2), principalmente formazioni a salicornie (A.211) o a spartine (A.221). All’interno di questo ambiente inoltre possono essere presenti lembi dell’habitat Piane fangose e sabbiose intertidali (A.111), nonché ambienti più tipicamente marini.
Vengono cartografati con questo habitat solo i tratti di foce dei fiumi di grandi o medie dimensioni, gli unici che presentano ampiezze significative, anche considerando la modesta entità delle escursioni di marea lungo le coste italiane, con massimi attorno a venti centimetri o poco più, che limitano drasticamente l’estensione di questo ambiente verso l’interno.
Se completamente cementato, questo habitat viene attribuito all’habitat Canali e bacini artificiali di acque salate e salmastre (G.231).


Regione Biogeografica

Continentale/Mediterranea


Macrobioclima

Temperato/Mediterraneo


Piano altitudinale

Costiero


Geoambienti

L’habitat acquatico è compreso nel sistema di foce fluviale, delimitato da sponde e letto, con presenza eventuale di pozze, aree intertidali soggette a sommersione temporanea, barre e cordoni sabbiosi. Le acque sono salmastre, soggette a variazioni di salinità a causa della continua dinamica di afflussi e deflussi di acqua salata dal mare e di acqua dolce dal fiume, che determina la loro commistione. Sponde e fondali dell’area di foce di grandi fiumi che percorrono lunghi tratti planiziali sono costituiti da depositi fini (argilla, limi, sabbie), mentre quelli di corsi d’acqua più brevi e ripidi, a causa della maggior energia della corrente, possono essere ghiaiosi e ciottolosi. In Italia non esistono foci fluviali di dimensioni cartografabili con substrato roccioso.


Riferimenti sintassonomici

Zosteretea marinae Pignatti 1953.


Specie guida

Nanozostera noltei (Hornem.) Toml. & Posl.; Ruppia maritima L.; Ulva intestinalis L.; Zostera marina L.


Interesse conservazionistico nazionale

Habitat ad elevata specificità, localizzato in una fascia ristretta di transizione tra l’ambiente marino e l’ambiente terrestre, estremamente dinamico e sensibile, nonché importante per fauna. Le foci dei fiumi inoltre sono ambienti fragili e soggetti a forte pressione antropica, perché sono spesso fortemente alterati da opere idrauliche e da attività antropiche, e l’ambiente acquatico presenta generalmente elevati livelli di inquinamento, oltre che essere localmente minacciato da specie aliene.
A livello europeo l’interesse conservazionistico è contemplato in All.1 della Dir. 92/43/CEE con l’habitat prioritario 1130), e in All. A della European Red List of habitats, con l’habitat C2.4, di categoria Endagered.


Relazioni con altri sistemi di classificazione europea

Palaearctic 2001

= 13-Estuaries and tidal rivers

EUNIS 2012

> C2.4-Tidal rivers, upstream from the estuary
> X01-Estuaries
La classificazione EUNIS delle aree di foce dei fiumi è distribuita nei due habitat C2.4 e X01, riferiti agli omonimi habitat Palaearctic Tidal rivers (13.1) e Estuaries (13.2), che Carta della Natura riunisce nell’habitat A.121. Inoltre in questo ambiente possono ricadere altri habitat EUNIS afferenti al gruppo Marine habitats (A), in particolare: Estuarine coarse sediment shores (A2.12), Polychaete/bivalve-dominated mid estuarine mud shores (A2.31) e Polychaete/oligochaete-dominated upper estuarine mud shores (A2.32).

Direttiva 92/43/CEE (EUR 28)

~ 1130-Estuaries

Direttiva 92/43/CEE (Manuale Italiano)

~ 1130-Estuari

European Red List of Habitats 2022

~ C2.4-Tidal river, upstream from the estuary Categoria EU28: Endangered


Tipo relazioni:    >= coincide     > include     < incluso     <> parzialmente incluso     ~ simile


Distribuzione e foto habitat


DISTRIBUZIONE

Autori

Scheda: Roberto Bagnaia
Riferimenti sintassonomici e Specie guida: Pietro Bianco